L’ETS continua a pesare sul trasporto marittimo sardo come sostiene da tempo la Confindustria Centro Nord Sardegna. Gli effetti del meccanismo introdotto dall’Unione europea nel 2024 per ridurre l’impronta carbonica del settore marittimo e che obbliga le compagnie di navigazione ad acquistare quote ETS (European Union Emissions Trading System) sulla base delle emissioni prodotte dalle flotte si fanno sentire pesantemente, incidendo per oltre 150 milioni di euro l’anno di maggiori costi sostenuti dalle imprese sarde nell’ultimo triennio.

Il tema è stato al centro dell'incontro con la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, che si è tenuto a Sassari, a Villa Mimosa, sede dell'Associazione Industriali. Erano presenti anche i deputati Mauro Rotelli (presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici a Montecitorio), Salvatore Deidda (presidente della Commissione Trasporti sempre alla Camera) e Barbara Polo, la consigliera regionale Francesca Masala,

«Non ci interessano oboli o regalie. Chiediamo una compensazione economica e di poter competere ad armi pari con le altre imprese del territorio nazionale»: ha detto  Achille Carlini, presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna

«Abbiamo già alzato la voce sul tema dell’ETS – ha assicurato l’europarlamentare Antonella Sberna –. All’inizio della legislatura si parlava di una revisione dell’ETS, che ancora però non è arrivata. Ma a luglio potrebbe sbloccarsi qualcosa. Il nostro governo e tanti di noi al Parlamento europeo stanno pensando di chiedere la sospensione dell’ETS. E poi rivedere il sistema». 

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