La Sardegna delle eccellenze, la Sardegna da valorizzare, la Sardegna che resiste a una crisi economica sempre più tagliente. Obiettivo ambizioso che si è posto Gavino Sanna, il celebre pubblicitario, scrittore e regista di Porto Torres, che, per niente stanco nonostante i suoi 79 anni, ha creato un altro evento di una carriera luminosissima: il Premio Mesa che incorona il più bravo chef sardo.

La prima edizione se l'è aggiudicata a Cagliari Gavino Piu, 29 anni, "touche blanche" del Janas Restaurant di Alghero, al termine di un confronto serrato fra tre finalisti di alto livello. "Filetto di vitello al Buio Buio, come una volta", una rivisitazione in chiave moderna di un'antica tecnica di cottura della carne e un omaggio agli allevatori sardi, presentato in abbinamento al Carignano del Sulcis Riserva Buio Buio 2016 di Cantina Mesa: questa la formula vincente per aggiudicarsi il gradino più alto del podio del contest, lanciato da Cantina Mesa per premiare la crescita della ristorazione sarda attraverso i suoi protagonisti, gli chef.

Piu ha preceduto, al termine di una laboriosa seduta della giuria (messa in difficoltà dalla tecnica e dalla perfezione del gusto dei piatti proposti) Davide Atzeni, del ristorante "Coxinendi" di Sanluri, e Fabrizio Sechi, capo partita del ristorante "Dal Corsaro", unico stellato di Cagliari, gestito da Stefano Deidda, figlio d'arte che ha tenuto alta - rinsaldandola - la tradizione di famiglia nel capoluogo di regione.

Fabrizio Sechi, Davide Atzeni e Gavino Piu (foto Michele Ruffi)

I tre finalisti in gara - preselezionati tra le oltre venti candidature di giovani chef attivi nell'Isola di età compresa tra i 20 e i 35 anni - si sono sfidati all'Hotel Regina Margherita di Cagliari, per convincere una giuria d'eccezione: Giovanni Fancello, giornalista, gastronomo e scrittore; Anais Cancino, @Wineteller; Alberto Piras, sommelier de Il Luogo di Aimo e Nadia, ristorante insignito di due stelle Michelin di Milano; e Gavino Sanna, fondatore di Cantina Mesa, di cui è adesso presidente onorario.

E proprio di Gavino Sanna è stato il commento di apertura della sfida finale: "Ho lanciato una sfida ai giovani chef di Sardegna per guardare insieme al futuro di questa regione, e la risposta è stata straordinaria. Sono molto felice per l'interesse che questo premio ha suscitato e soprattutto per il grande valore delle proposte ricevute. Abbiamo visto come l'intreccio tra storia, cultura, agricoltura e gastronomia costituisce un grande valore per la Sardegna".

L'Isola vanta un eccezionale patrimonio culturale e, in questo, l'evoluzione e l'affermazione della sua tradizione gastronomica possono rappresentare un volano di prim'ordine verso un nuovo modello di sviluppo per l'intera regione, capace di creare occupazione e ricchezza nel totale rispetto del territorio, della sua identità e della massima sostenibilità.

Prossimo passo per il vincitore Gavino Piu sarà godersi il premio messo in palio da Cantina Mesa: un master di alta formazione presso l'Accademia Niko Romito, chef-patron di Casa Reale, ristorante di Castel di Sangro (Abruzzi) insignito di tre stelle Michelin e considerato dalle guide italiane ai vertici della ristorazione del nostro Paese.

La premiazione di Piu (foto Michele Ruffi)

Il master è stato proposto con l'obiettivo di aumentare il patrimonio di competenze da poter restituire al territorio. Fabio Bucciarelli, direttore dell'Accademia Niko Romito, ha commentato: "Siamo onorati di essere stati scelti come premio per questa importante iniziativa. Ci è piaciuta molto l'idea promossa dal Premio Mesa di valorizzare la cucina sarda, che ha ancora tanto da esprimere ma poggia le basi su una grande ricchezza".

Parallelamente, la Cantina Mesa si prepara per il bando della seconda edizione del premio, come anticipato da Gavino Sanna: "Siamo giunti al termine di una bellissima avventura, fortemente voluta e a lungo desiderata. La prima di una lunga serie". Tra qualche mese sarà bandita la seconda edizione aperta a tutti i cuochi sardi e anche a quelli "forestieri" ma che da tempo operano nell'Isola, valorizzandone i prodotti.
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