Gasolio alle stelle, autotrasportatori pronti a incrociare le braccia: «Così viaggiamo in perdita»
Il messaggio ai consumatori: «Non siamo noi a speculare sui rincari delle merci»Una protesta davanti al porto di Cagliari (foto Ansa)
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Dopo mesi di tensioni e bilanci in rosso, l'autotrasporto merci nell'Isola incrocia le braccia. La mobilitazione, annunciata da Unatras (l'unione nazionale che raggruppa le principali associazioni di categoria, tra cui Confartigianato Trasporti) e per cui verranno definite nei prossimi giorni data e modalità attuative, segna un punto di non ritorno per un settore che garantisce la movimentazione dell’80% dei beni circolanti in Sardegna.
A scatenare la protesta l'impennata dei costi energetici. Con il gasolio che ha ormai sfondato la barriera dei 2,13 euro al litro, la gestione di un mezzo pesante non è più sostenibile.
UTILI AZZERATI – Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, un mezzo pesante percorre mediamente 120 mila chilometri l’anno, con un consumo di circa 36mila litri di gasolio. Ogni aumento di 0,25 euro al litro comporta un aggravio di circa 9mila euro per camion, che diventano 90 mila euro per una flotta di dieci mezzi. Un impatto difficilmente sostenibile per un settore la cui marginalità media resta sotto il 3% del fatturato, tanto che in molti casi il solo rincaro del carburante è sufficiente ad azzerare gli utili.
«Conviene più star fermi che viaggiare», spiega Giacomo Meloni , presidente Confartigianato Sardegna, «considerato anche che il taglio lineare delle accise non ha prodotto alcun beneficio visibile». Un problema che interessa nell’Isola oltre 1.500 imprese artigiane di trasporto merci, con oltre 4mila dipendenti.
PROBLEMA LIQUIDITÀ – Oltre ai prezzi alla pompa, a soffocare le aziende è il problema della liquidità. Gli autotrasportatori sono costretti ad anticipare ingenti somme per il rifornimento, mentre i pagamenti delle fatture arrivano spesso a distanza di mesi. Una sfasatura finanziaria che sta portando molte realtà sull'orlo del fallimento.
Meloni ci tiene inoltre a lanciare un messaggio chiaro ai consumatori: l’autotrasporto non è il colpevole dei rincari sugli scaffali dei supermercati. «L’aumento dei costi del trasporto incide solo in minima parte sul prezzo finale», precisa il Presidente di Confartigianato.
LE RICHIESTE – Per scongiurare un blocco prolungato che svuoterebbe i magazzini dell'Isola, Unatras chiede, dunque, interventi urgenti e strutturali. Tra i punti chiave: l'emanazione immediata del decreto per il credito d'imposta; ristori compensativi di 200 euro ogni 1000 litri di gasolio; la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi per dare ossigeno alle casse aziendali; un intervento per il recupero immediato di almeno 20 centesimi al litro.
Nei prossimi giorni verranno comunicate le date esatte del fermo e le modalità attuative. In assenza di risposte concrete dal Ministero, i piazzali di sosta sardi rimarranno pieni, e le strade deserte.
(Unioneonline/v.l.)
