In Sardegna oltre 10.500 imprese guidate da stranieri: +9% in dieci anni
La maggiore concentrazione a Cagliari, forte la partecipazione femminile (27%) e giovanile (11,6%)Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alla fine del 2024 la Sardegna conta 10.521 imprese condotte da persone nate all'estero, pari al 6,3% dell'intero tessuto produttivo regionale. Un dato che - pur in un contesto economico-produttivo meno attrattivo rispetto ad altre regioni - testimonia un fenomeno in costante espansione e di crescente rilevanza strutturale.
Nell'arco di un decennio (2014-2024), le imprese a guida immigrata sono cresciute dell'8,9%, mentre quelle guidate da imprenditori nati in Italia hanno fatto registrare un calo dell'1,2%.
Un segnale chiaro di vitalità e resilienza, confermato anche dalla forte partecipazione femminile (27,2% delle imprese, superiore alla media nazionale del 24,7%) e giovanile (11,6% under 35). È quanto emerge dal rapporto su immigrazione e imprenditoria curato dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con Cna.
La concentrazione maggiore si registra nella provincia di Cagliari, che accoglie il 42,8% delle imprese immigrate regionali (4.504 unità), seguita da Sassari con il 36,6% (3.846). Nuoro e Oristano rappresentano rispettivamente il 15,7% e il 5,0% del totale. È a Sassari che si registra la più alta incidenza sul tessuto locale: il 7,1% delle imprese del territorio è gestito da immigrati.
Il settore dei servizi è il principale ambito di inserimento (72,5%), trainato dal commercio che da solo vale oltre la metà delle attività (51,9%). Seguono le costruzioni (11,6%) e il comparto alberghi e ristorazione (8,3%). La presenza nel settore agricolo è più marcata nelle province di Oristano (12,9%) e Nuoro (11,4%). Tra i titolari di impresa individuale, le comunità senegalese e marocchina sono le più numerose, con rispettivamente 1.564 e 1.151 imprenditori. Seguono cinesi (678), pakistani (644) e romeni (615).
«L'ingresso regolare di lavoratori stranieri - dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario di Cna Sardegna - non rappresenta soltanto un'opportunità sotto il profilo economico, ma anche un elemento di equilibrio sociale, in grado di contribuire alla tenuta dei sistemi di protezione e alla vitalità delle comunità locali».
(Unioneonline/v.l.)
