Villaputzu, un libro sulla nascita delle launeddas
Nell’ex municipio la presentazione del racconto romanzato di Sergio MasciaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quella canna raccolta quasi per caso, un soffio prolungato e il suono che esce. Siamo nell’era nuragica e le launeddas – nel racconto romanzato di Sergio Mascia, villaputzese domiciliato a Tortolì (lavora come istruttore sportivo e musicale nell’oratorio diocesano) - sono nate così. Lo descrive nel libro “Launeddas, tra leggenda e realtà” (Enrico Spanu edizioni) che presenterà (assieme a Giacomo Mameli, lettura di alcuni brani a cura di Maria Cesarina Cireddu) oggi 2 maggio alle 17 nell’ex municipio di Villaputzu (Sala ExMu).
«L’idea del libro – spiega Mascia - nasce dal desiderio di raccontare le launeddas non solo come strumento musicale, ma come simbolo carico di storia e mistero. Mi sono documentato tanto ma, soprattutto, ho immaginato come questo meraviglioso strumento potrebbe essere nato. Ho una mia personale idea».
Innamorato del suo paese (da giovane è stato un calciatore di talento dal sinistro micidiale) nel libro ha fatto riferimento a tre fra i più grandi maestri di launeddas di Villaputzu: Efisio Melis, Antonio Lara e Aurelio Porcu. La prefazione invece è stata scritta dal più grande maestro vivente, Luigi Lai: «Un onore per me. È uno dei primi che ha letto il libro – aggiunge Mascia – e si è emozionato. Mi ha detto che l’ha riportato ai tempi in cui lui era bambino». Tre anni il tempo di gestazione del libro, il terzo di Mascia.
