Cinque giorni di cinema, incontri e contaminazioni tra linguaggi artistici: dall’11 al 15 novembre torna il Carbonia Film Festival, nella storica città mineraria del Sulcis. Promossa dal centro servizi culturali di Carbonia della Società Umanitaria, con la direzione artistica di Francesco Giai Via, la manifestazione rinnova l’impegno per un cinema capace di interrogare il presente, mettere in relazione storie personali e collettive e trasformare la visione in un’occasione di incontro.

Il programma propone cinque titoli italiani in concorso accompagnati dagli incontri con gli autori: White Lies di Alba Zari, Idda di Irene Dionisio, Balcanica di Nicola Sorcinelli, I figli della scimmia di Tommaso Landucci, e Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti.

«Fin dalla sua prima edizione del 1999, svoltasi sotto una diversa denominazione, la manifestazione ha saputo coniugare una pluralità di fattori che trasformano la longevità in un autentico valore» spiega Paolo Serra, direttore della Società Umanitaria in Sardegna: «Tra questi spicca anzitutto la stretta relazione con il territorio: il legame con la comunità locale si è fatto così profondo da indurre i cittadini a riconoscere l’evento come una componente essenziale del proprio orgoglio culturale».

Fuori concorso, il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib presenterà Chronicles from the Siege, e Marco Amenta l’anteprima di Odio gli indifferenti. Torna, come di consueto, l’appuntamento di chiusura tra musica e parole con Dimartino, protagonista di una performance in esclusiva per il festival, accompagnato sul palco da Fabrizio Cammarata.

Un’edizione che unisce continuità e innovazione, anche grazie alla nuova identità visiva del festival, affidata all’art direction delle registe Valentina e Nicole Bertani, già vincitrici del festival nel 2025.

Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito e si terranno tra la Fabbrica del Cinema, all’ombra della Grande Miniera di Serbariu, e il Cine Teatro Centrale, in piazza Roma, con incursioni tra Museo del carbone e il Palazzetto dello sport.

(Unioneonline/A.D.)

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