È stato presentato a Cagliari il progetto “Rete per il sociale – Visioni di Comunità”, promosso dall’associazione Cittadini del Mondo Odv e sostenuto dalla fondazione di Sardegna.

Il progetto nasce da oltre vent’anni di esperienze maturate dall’associazione nel campo dell’accoglienza, della solidarietà, della cooperazione e del racconto sociale. L’obiettivo è «rafforzare i legami tra le comunità e valorizzare l’immagine di una Sardegna accogliente, solidale e aperta al dialogo con il mondo».

Cuore dell’iniziativa, fanno sapere i promotori, sarà il linguaggio del documentario e del videoracconto, utilizzato per portare all’attenzione del pubblico storie di migrazione, accoglienza, lavoro di cura, disabilità, dialogo interreligioso, emergenze ambientali e trasformazioni delle comunità. Uno spazio specifico sarà dedicato anche alle esperienze e alle scelte delle nuove generazioni, tra partenze, rientri e nuovi modi di mantenere e costruire un rapporto con la Sardegna.

L’iniziativa coinvolge 64 partner, con un nucleo formato da 26 Comuni sardi, 4 università, 14 associazioni, 11 circoli dell’emigrazione sarda, 3 federazioni, un liceo, un consolato onorario italiano. Una rete che parte dai piccoli centri, dalle aree interne e dalle città della Sardegna e si estende in Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Lazio e Campania, per poi superare i confini nazionali e raggiungere Spagna, Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca e Argentina.

«L’obiettivo – si legge in una nota - è favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche e costruire una collaborazione stabile tra amministrazioni, associazioni, università, comunità dell’emigrazione e organizzazioni del volontariato».

Tra le attività previste figura “Schermi di Comunità”, una rassegna itinerante di proiezioni e incontri pubblici che avrà al suo centro le piccole comunità della Sardegna e che farà tappa anche in altre regioni italiane e all’estero. Prevista inoltre la produzione di un documentario sociale e l’ampliamento dell’accessibilità dei materiali audiovisivi già prodotti negli anni passati, che diventano parte integrante del nuovo percorso progettuale.

(Unioneonline/A.D.)

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