POLITICA

Di Maio al Pd: "Ecco i punti comuni". Ma Renzi alza il muro: "Mai con M5S"

luigi di maio e matteo renzi sullo sfondo
Luigi Di Maio e Matteo Renzi, sullo sfondo

Dopo il fallimento delle trattative con il centrodestra, il Movimento 5 Stelle continua a corteggiare il Partito democratico e in particolare l'ala più oltranzista, quella a guida Matteo Renzi, che si ostina a voler restare là dove il voto del 4 marzo lo ha confinato: all'opposizione.

Alla ricerca dei numeri che consentono di far raggiungere a quel 32% la maggioranza per governare, Di Maio elenca - in una lettera-appello al Pd - tutti i punti in comune tra i due partiti, dall'immigrazione alle tasse, dal lavoro alla povertà, in vista della prossima Direzione Nazionale convocata dai Dem il 3 maggio.

"Sono fiducioso perché sulla carta ci sono tanti punti di convergenza che vanno nella direzione di soddisfare le esigenze dei cittadini, nostro unico interesse. Non ci illudiamo che i programmi elettorali abbiano sempre una valenza, ma adesso è il momento di mettere alla prova la politica affinché dimostri che non si tratta solo di parole, ma di obiettivi concreti che si possono tradurre in fatti, con tempi e procedure concordate".

Una delle funzioni del Movimento, sottolinea Di Maio nella missiva inviata al Corriere, "è proprio questa. I programmi per noi valgono nel momento in cui si dimostra di volerli realizzare. Ad esempio se si parla di Europa si parla di immigrazione. In comune c'è la revisione del Regolamento di Dublino e l'equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell'Unione Europea".

"Se si può fare qualcosa di buono per l'Italia e mettere finalmente i cittadini al primo posto, noi ci siamo".

LA RISPOSTA DI RENZI - L'ex segretario del Partito democratico non ci sta e lo dirà stasera - secondo indiscrezioni - nel suo primo discorso televisivo dopo un lungo silenzio, nella puntata di "Che tempo che fa", su RaiUno.

Il ritornello sarà sempre lo stesso: "Mai un governo con i 5 Stelle, una presa in giro nei confronti degli italiani" e soprattutto di chi ha votato Pd. "Non capirebbero la scelta di allearsi con chi vuole fare a pezzi le nostre riforme".

E SALVINI - Sempre critico, di fronte all'apertura di Di Maio, Matteo Salvini, che in un post su Twitter commenta: "Noi i programmi non li cambiamo in corsa: abolire l'infame legge Fornero sarà la nostra priorità. Voglio andare al governo con chi ci darà una mano per fare, per realizzare il programma premiato dagli elettori".

"Gli italiani meritano rispetto, altro che governi col Pd".

(Unioneonline/D)

Il tweet di Salvini

FICO: "IL DIALOGO È APERTO"

L'APERTURA 5S:

PRIMA DELLA DIREZIONE PD:

INTANTO, IL CENTRODESTRA:

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