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Gli stretti legami tra la scarsità dell'acqua e la povertà nel mondo

Il consumo pro capite di acqua è definito come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati da un individuo
(ansa)
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L'acqua è l'elemento dominante e necessario per la vita sulla terra. Tutte le forme di vita sono costituite principalmente da acqua. Nell'uomo la quantità di acqua corporea è variabile ma è comunque strettamente correlata all'età. Infatti, l'acqua costituisce circa l'80-90% del peso corporeo nel feto e nel neonato. Nel bambino di due anni costituisce il 60-50%. Ma non scende al di sotto dei valori di circa il 50% del peso corporeo come accade nell'adulto.

È stato calcolato che la vita sulla Terra sia comparsa in un periodo compreso tra i 4,4 miliardi di anni fa, quando l'acqua allo stato liquido comparve sulla superficie terrestre, e i 2,7 miliardi di anni fa quando comparvero le prime evidenze di vita, verificate da isotopi e biomarcatori molecolari. Quel che è certo, comunque è che la vita non sarebbe comparsa sulla nostra terra senza l'acqua. E nella ricerca di forme di vita extra terrestri cerchiamo sempre la presenza di acqua come elemento indispensabile.

L'acqua copre il 71 per cento della superficie della Terra, ma la gran parte, ben il 97,5 per cento è salata, e occupa un volume enorme, un miliardo e mezzo di chilometri cubi. Tutte le acque del pianeta, degli oceani, dei fiumi, del sottosuolo e dell'atmosfera, sono connesse tra loro.

(Ansa)
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Solo il 3% di tutta l'acqua presente sulla superficie della Terra è dolce. Purtroppo, più dei due terzi, circa il 70% si trova in forma solida nei ghiacciai. Lo 0.75% del totale è concentrata nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere e nell'atmosfera.

Le Nazioni Unite chiamano le "nove risorse idriche" i nove Paesi: Brasile, Colombia, Russia, India, Canada, Stati Uniti, Indonesia, Congo e la Cina - che rappresentano il 60% del flusso d'acqua annuale nel mondo. Serve precisare che la quantità totale di acqua dolce è fissa, non cambia con gli anni. Ciò che cambia è la popolazione del pianeta, i consumi pro capite e l'uso dell'acqua nei processi produttivi, agricoltura ed allevamenti.

Il consumo pro capite di acqua è definito come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati da un individuo. Prende il nome di impronta idrica. Per cui un cittadino americano consuma 2500 mc, un italiano 2400 mc, un cinese per ora ne consuma 1250 mc, ma questa quota è destinata ad aumentare, così come la quota di un indiano per ora ferma a 700 mc, un etiope ne consuma 650 mc. Un gruppo di ricercatori della University of Twente ha calcolato l'impronta idrica dei soli alimenti cioè l'acqua consumata per produrre mele, carne, caffè. Ha calcolato la quantità di acqua piovana, quella delle acque di superficie e l'acqua inquinata dalla filiera. Per produrre un kg di mele servirebbero 800 litri di acqua, per un kg di carne 15mila litri e ben 18mila per un kg di caffè.

Esistono stretti legami fra scarsità di acqua e povertà e tensioni e conflitti nel mondo per il suo controllo. Questo avviene per le acque dei grandi fiumi come il Nilo, il Giordano, il Tigri e l'Eufrate, il Mekong, soprattutto per le grandi dighe che bloccano il loro scorrere naturale e poi i cambiamenti climatici che pensiamo non ci tocchino. Nel corso degli anni '90 la Sardegna è stata caratterizzata da una perdurante siccità che ha portato a vere e proprie crisi idriche. Il volume accumulato nei serbatoi regionali si era ridotto fino a toccare un minimo storico nel 2000 con appena il 25% della capacità globale esistente. Il 22 marzo di ogni anno è la giornata mondiale dell'acqua. Non scordiamolo perché ci interessa molto da vicino.

Antonio Barracca

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