POLITICA

Il gruppo

Conte a caccia di "responsabili", nasce al Senato MAIE-Italia23

"Una prospettiva politica per lavorare da qui alla fine della legislatura per il bene del Paese e degli italiani"
l aula del senato (foto ansa)
L'aula del Senato (foto Ansa)

"Penso che i responsabili siano più di 12": così Gregorio De Falco, ex M5s e presunto "costruttore" nell'ormai chiara strada imboccata dal premier Giuseppe Conte, e cioè cercare in Parlamento un gruppo di "costruttori" a cui affidare non solo l'onere di far proseguire azione di governo e legislatura, ma anche l'onore di formare una nuova forza contiana nel segno dell'Europa.

E questo anche in ossequio al Quirinale, allergico a nuove maggioranze "raccogliticce".

IL GRUPPO - "È nato oggi al Senato il gruppo MAIE-Italia23, per costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte". Lo spiega Ricardo Merlo, presidente MAIE e Sottosegretario agli Esteri, annunciando che così il gruppo MAIE a palazzo Madama cambia denominazione: "Non cerchiamo responsabili - ha precisato Merlo - ma costruttori, a cui l'unica cosa che offriamo è una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell'interesse dell'Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo". Tutto questo, aggiunge Merlo, "tra la crisi sanitaria che continua a mordere e quella economica che ha messo in ginocchio imprese, attività commerciali e famiglie". "Facciamo questo alla luce del sole, con trasparenza - spiega ancora -. Invitiamo a far parte del gruppo tutti i colleghi senatori interessati a costruire e a lavorare da qui alla fine della legislatura per il bene del Paese e degli italiani".

L'OPPOSIZIONE- "Conte non ha i numeri", chiosa però Matteo Salvini, che insieme a tutta l'opposizione aspetta di capire cosa dirà Mattarella se - come risulta al centrodestra - al Senato il governo si salverà solo in base alle astensioni. "Conte ha fallito" gli fa eco il capogruppo di Fdi alla Camera Lollobrigida.

RENZI - Si resta in attesa di capire come si comporterà Iv. Oggi Matteo Renzi torna a suonare il peana di guerra e piccona l'operazione "costruttori": "Al Senato vedremo se ci saranno 161 voti a favore. Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier".

Renzi vuole rimettere in mano a Conte il cerino della responsabilità di una crisi: "Gli abbiamo chiesto di cambiare politica e lui cambia maggioranza".

LA MAGGIORANZA - Ma il premier firma il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all'emergenza Covid e tira dritto, forte dell'appoggio degli azionisti di maggioranza del suo governo, Pd e 5S, entrambi alle prese con il malcontento nei loro partiti. "Il voto delle Camere non è una sfida ma un momento di chiarezza", dice intanto il segretario dem Zingaretti. Che però avverte Conte: "Molti errori sono stati commessi e ora non accettiamo tutto".

(Unioneonline/v.l.)

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