POLITICA

Grillo sul palco con la "manina" attacca il Quirinale: "Ha troppi poteri, toglierli"

Ma il Movimento lo gela con una nota: "Non lo facciamo, non è nel contratto di governo e Grillo non ha ruoli istituzionali"

Chiude lui la terza edizione di Italia a 5 Stelle. Ed è un autentico show.

Beppe Grillo sale sul palco al Circo Massimo con la "manina" di un manichino, quella che secondo Di Maio avrebbe modificato il decreto sul fisco collegato al Def.

Prima sbeffeggia le agenzie di rating ("Non ho più paura di nessuno e tantomeno di questi malati"), poi rende omaggio - a modo suo - a Matteo Salvini: "Noi siamo diversi, strutturalmente, come Dna. Ma Salvini è uno che dice una cosa e la mantiene, è leale, ed oggi è un miracolo nella politica".

Quindi il momento clou del suo intervento, un duro affondo contro il Capo dello Stato e i "troppi"poteri che secondo il comico genovese avrebbe.

"Dovremmo togliere i poteri al presidente della Repubblica", queste le sue parole minacciose.

"Il vilipendio, un Capo dello Stato che presiede il Csm ed è capo delle forze armate. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare", dice. Proprio lui, Grillo, è accusato di vilipendio, e quando saluta la platea al termine dell'intervento, fa riferimento alla galera: "Se mi arrestano sarò più forte di prima".

Conte se la ride con Grillo e Di Maio (Ansa)
Conte se la ride con Grillo e Di Maio (Ansa)

Parole da cui lo stesso Movimento è costretto a prendere le distanze.

Dopo un po' infatti arriva il comunicato di M5S, che in una nota ufficiale precisa: "Né le forze di maggioranza né il governo intendono riformare i poteri del presidente della Repubblica. Tale proposito non è infatti presente nel contratto di governo. Si fa inoltre notare che Grillo non riveste ruoli istituzionali".

Una presa di distanza che arriva dopo la dura reazione delle opposizioni che in coro - da LeU a Forza Italia passando per il Pd - inviano ai pentastellati un messaggio chiaro: "Giù le mani da Mattarella".

Prima del comico genovese era intervenuto il presidente del Consiglio.

"Ci aspetta un lungo cammino, gli oppositori se ne facciano una ragione", avvisa Conte, che afferma di aver intrapreso questa esperienza "con convinzione".

"Stiamo lavorando intensamente dal primo giorno per realizzare tutto il nostro programma, ma il nostro arco di impegno deve essere lungo, fino al 2023", dice, per poi autonominarsi "garante del contratto di governo".

(Unioneonline/L)

GLI INTERVENTI DI FICO E DI MAIO

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