ECONOMIA

Traghetti, il Tar dà ragione a compagnie
"Nessun cartello sulle rotte per l'Isola"

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Grandi Navi Veloci contro la decisione con cui l’Agcm aveva sanzionato Gnv e altre compagnie per una presunta intesa sui prezzi dei biglietti praticati alla clientela.
traghetto grandi navi veloci
Traghetto Grandi navi veloci

"Come si evince dalle motivazioni della sentenza - è scrito in un comunicato di Gnv - il Tar sottolinea che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato si è limitata ad accusare le imprese senza fornire elementi concreti a supporto delle proprie accuse. Il Tar inoltre nelle sue conclusioni evidenzia chiaramente che l’Autorità non è riuscita a dimostrare, nemmeno per presunzioni, la fondatezza della sua tesi, ovvero che gli aumenti di prezzi praticati dalle ricorrenti siano stati l’effetto di una pratica concordata".

LE SANZIONI BOCCIATE - Nel giugno del 2013 L’Antitrust aveva accusato gli armatori di aver fatto un cartello nell'estate del 2011 per poter controllare i prezzi di alcune rotte per la Sardegna (la Civitavecchia-Olbia, la Genova-Olbia e la Genova-Porto Torres). E aveva fatto scattare sanzioni per oltre 8 milioni di euro. Nello specifico, Moby era stata condannata a pagare 5.462.310 euro, Gnv 2.370.795 euro, Snav 231.765 euro e 42.575 euro per Marinvest (holding di un gruppo di imprese attive nel settore del trasporto marittimo, in particolare controlla le società Msc Crociere e Snav). Oggi invece il Tar ha dato ragione alle compagnie.


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