CRONACA - MONDO

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Catalogna ripiomba nell'incubo: 938 casi in 24 ore, otto comuni in lockdown

Diversi focolai a Barcellona, dove Ada Colau sta valutando misure restrittive per alcune attività: "Non un rigido confinamento per ora", precisa
(ansa)
(Ansa)

La Catalogna ripiomba nell'incubo. La Regione spagnola più colpita dal coronavirus assieme a quella di Madrid ha fatto registrare nelle ultime 24 ore ben 938 casi di Covid-19, secondo quanto reso noto dal Dipartimento della Salute.

Si specifica che il forte aumento è dovuto a un incremento del numero dei test, soprattutto sugli asintomatici.

Restano comunque dati allarmanti, se si pensa che l'intera Spagna un paio di settimane fa viaggiava sui 200-300 casi giornalieri.

Proprio oggi è iniziato il lockdown nella città di Lleida e in sette comuni della Generalitat, tutti della zona di Segria. Ieri il governo regionale ha approvato una nuova risoluzione alla luce del veto imposto lunedì dal Tribunale di Lleida, che aveva definito "sproporzionata" la decisione della Generalitat.

Il lockdown durerà 15 giorni nelle città di Lleida, Alcarras, Soses, Seros, Aitona, La Granja d'Escarp, Massalcoreig e Torres de Segre. Si chiede ai cittadini di "non uscire di casa se non necessario".

Dei 938 casi odierni 250 si registrano nella regione sanitaria di Barcellona. Nella capitale il sindaco Ada Colau ha confermato ben 29 focolai. "Sono tutti piccoli - ha specificato - ma l'aumento dei positivi degli ultimi giorni è preoccupante".

Colau ha così creato un ufficio tecnico assieme alla Generalitat per affrontare il problema della localizzazione dei casi in città, per tracciare più efficacemente in sostanza. La prima cittadina ha anche iniziato a valutare misure restrittive per limitare alcune attività, come già accaduto in tre quartieri: "Siamo preoccupati per la situazione, ma non è allarmante e per ora non è stato preso in considerazione un rigoroso confinamento".

(Unioneonline/L)

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