CRONACA - MONDO

covid-19

Due sardi a Chicago: "Qui comprano armi, vogliamo tornare a casa"

Il racconto di Debora e Alessio, che da anni vivono nell'Illinois
debora e alessio
Debora e Alessio

L'assalto alle armerie è la prima risposta dei cittadini americani all'emergenza coronavirus. Psicosi a stelle e strisce che preoccupa i sardi emigrati negli Stati Uniti: Debora Zonca, 30 anni di Villaspeciosa, e Alessio Sotgiu, 35 anni di Villamar, da anni vivono a Chicago (Illinois) e per la prima volta riflettono sulla possibilità di rientrare nell'Isola, fino a quando terminerà l'emergenza: «Non ci sentiamo al sicuro».

Lei è un'hostess di terra. Lui lavora nel ristorante dello zio Benny Siddu. La mattina distribuisce vini a ristoranti e bar, ora chiusi. «Alessio è fermo fino al 30 marzo, io lavoro ma l'aeroporto potrebbe chiudere, disporre congedi straordinari o ferie non retribuite: la riduzione dei voli internazionali fino a giugno è dell'85 per cento, dei nazionali del 70», racconta Debora Zonca. «Sarebbe meglio non spostarsi, ma soprattutto lui vorrebbe rientrare in Italia, se fermano anche me al lavoro. Preferiremmo rimanere a casa, in Sardegna: qui vendono circa 50mila munizioni al giorno, fucili e pistole. I proprietari delle armerie dicono che non si è mai vista una cosa dal genere».

In Illinois sono circa 300 i casi di coronavirus (un morto), sugli oltre 14mila in tutti gli Usa. Il presidente Donald Trump aveva annunciato tamponi gratis: «In realtà - continua Zonca - le case farmaceutiche non lo sapevano. Si sta pensando di eseguire i test con la copay, un ticket dai 25 ai 40 dollari in base all'assicurazione. Se dovessimo contrarre il virus, però, dovremmo curarci a spese nostre, e anche questo è un problema non da poco. Fino ad aprile si può andare in ospedale solo in caso di urgenze».

A Chicago sono chiusi scuole, ristoranti, bar e molte attività commerciali. Eventi sportivi, culturali e sociali sospesi: «Per reperire beni di prima necessità, compresa la carta igienica, dobbiamo girare 4-5 negozi: gli scaffali sono vuoti». I provvedimenti sono sufficienti? «Abbiamo tutti un codice alertcook per ricevere un messaggio sugli aggiornamenti virus. Qui le strade sono deserte, ma la gente continua a uscire. In Florida ancora si va al mare, la California è blindata, Washington pure. In molti si lamentano e hanno paura: Trump sottovaluta l'emergenza, consiglia di stare a casa e di uscire solo se necessario, senza norme valide per tutti gli Stati della federazione. Il governatore dell'Illinois vorrebbe imporre maggiori restrizioni, ma gli è impedito».

Lorenzo Ena

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