CRONACA - MONDO

Il caso

Hong Kong, la Cina conferma l'arresto di un funzionario britannico

Simon Cheng è stato ammanettato lo scorso 8 agosto al rientro da un summit a Shenzhen
cheng il primo ministro cinese li keqiang il premier australiano malcolm turnbull e il ministro dell educazione australiano simon birmingham (ansa)
Cheng, il primo ministro cinese Li Keqiang, il premier australiano Malcolm Turnbull e il ministro dell'Educazione australiano Simon Birmingham (Ansa)

A quasi due settimane dalla sua scomparsa, la Cina conferma la detenzione amministrativa di Simon Cheng, dipendente del consolato generale britannico di Hong Kong.

Il funzionario attivo sul commercio e gli investimenti della Scottish Development Section, era andato a Shenzhen l'8 agosto per partecipare a un convegno, ma non ha più fatto ritorno.

"La misura è stata eseguita nel rispetto delle leggi locali verso il cittadino cinese", ha riferito il ministro degli Esteri di Pechino dopo un duro attacco nei confronti della Gran Bretagna.

Nei giorni scorsi il British Foreign Office aveva espresso grande preoccupazione riguardo le condizioni di Cheng e temendo fosse stato ammanettato di ritorno al summit.

Secondo quanto riferito dalla Bbc, l'arresto sarebbe dovuto alle recenti tensioni tra Hong Kong e Cina con conseguente aumento delle misure di sicurezza al confine tra i due Paesi. Pechino sta cercando di arginare le proteste giudicate "antigovernative" da parte dell'ex colonia britannica e riguardanti la legge sull'estradizione.

(Unioneonline/M)

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