CRONACA - ITALIA

milano

Genovese nega le violenze: "Nessuna vittima, erano consapevoli del sistema"

L'imprenditore indagato: "Le donne sapevano come funzionava, erano consenzienti"
alberto genovese (archivio l unione sarda)
Alberto Genovese (Archivio L'Unione Sarda)

Alberto Genovese, in carcere dal 6 novembre, ha negato di aver violentato una modella 23enne a Ibiza a luglio, così come aveva fatto dopo l'arresto per il caso della 18enne a Milano.

Interrogato dal gip, dopo la seconda ordinanza di custodia cautelare, il 43enne ha sostenuto che la modella, così come le altre ragazze che partecipavano ai suoi festini a base di droga e andavano nella sua stanza, lo facevano consapevolmente.

Genovese è accusato nella seconda ordinanza di aver abusato, assieme alla fidanzata (indagata), della 23enne a "Villa Lolita", sua residenza di vacanza nell'isola spagnola, dopo averle ceduto massicce dosi di cocaina e ketamina. Secondo la sua versione la ragazza con cui, a suo dire, aveva avuto anche una relazione, era consenziente e i lividi che aveva sul corpo erano dovuti al fatto che era talmente "fatta" che lui e la fidanzata avevano dovuto tenerla ferma perché si dimenava, ma non per abusare di lei.

IL "SISTEMA" - Nell'interrogatorio di oggi l'imprenditore avrebbe anche descritto il mondo della droga, precisando che si riforniva in particolare da due persone, e il "sistema" delle feste. Ha fornito anche i nomi di coloro che gli vendevano la cocaina, persone, a suo dire, capaci di "farti arrivare" cocaina e altro "ovunque tu sia in qualsiasi parte del mondo". Ai festini, comunque, ha aggiunto, erano gli uomini di solito a portare le droghe e lui ne metteva a disposizione gran parte e le donne partecipavano perché sapevano che c'era la droga.

Tra l'altro, a quanto si è saputo, Genovese avrebbe anche spiegato che c'erano feste e "ambienti" in cui le persone attorno a lui non si drogavano e questi due mondi erano "incomunicabili" tra loro. Dunque, chi sceglieva di andare ai festini a base di droga, secondo la sua versione, ne era ben consapevole. Ha detto al gip anche che lui "sta male" in carcere e di recente, infatti, la difesa ha chiesto i domiciliari in una clinica per la disintossicazione. Istanza, però, bocciata. La difesa ora valuterà se fare o meno ricorso al Riesame contro la seconda ordinanza.

(Unioneonline/D)

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