CRONACA - ITALIA

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Anziano milionario morente si sposa: sotto accusa la moglie e il parroco

La Procura ipotizza la circonvenzione di incapace per ottenere l'eredità
immagine simbolo (pixabay com)
Immagine simbolo (Pixabay.com)

Sedici mesi di reclusione. E' la pena chiesta dal pm di Genova Gabriella Dotto nei confronti di don Pietro Franco, sacerdote accusato di aver celebrato delle nozze "farsa" nel 2014.

Ad essere uniti in matrimonio dall'allora parroco di Boccadesse furono Carlo Gian Battista Bianchi Albrici, 93 anni all'epoca dei fatti, imprenditore milanese trapiantato a Genova con eredità milionaria e ormai poco da vivere, e Gabriella Radaelli, 72enne sospettata di essere una cacciatrice di dote senza scrupoli.

Per lei il pm ha chiesto 4 anni di reclusione, mentre per suo figlio e la fidanzata di quest'ultimo rispettivamente 16 mesi e 20 mesi. I due furono infatti i testimoni e dunque complici del presunto raggiro.

A sollevare il caso e a presentare denuncia è stato il figlio dello sposo, che, morto il padre, ha impugnato il testamento, denunciando la donna.

Dal canto proprio, il parroco ha sostenuto di avere unito in matrimonio "una coppia innamorata". "Li vedevo sempre a messa insieme e stavano insieme da sempre. Avevo percepito che la volesse sposare e porre fine a quella situazione di concubinaggio".

Ma secondo il giudice che l'aveva rinviato a giudizio con sposa e testimoni, dell'amore non ci sarebbe stata l'ombra.

E la storia di quei fatti pare proprio testimoniarlo perché mentre da un lato il figlio dell'imprenditore si batte per l'eredità del padre, dall'altro spunta la figlia di un altro uomo caduto nella rete della 72enne.

La figlia di Francesco Pipino (medico ortopedico che operò all'anca papa Giovanni Paolo II) ha anch'essa denunciato la Radaelli, accusandola di essere diventata l'amante di Pipino, mentre stava già con Bianchi Albrici, e di essersi fatta intestare case e conti milionari. Secondo la figlia di Pipino ci fu, anche in questo caso, una circonvenzione di incapace. La Radaelli, infatti, tre mesi prima che il cattedratico morisse, era riuscita a farsi intestare una polizza sulla vita da 380mila euro e svariati assegni. Tutti regali di uomini perdutamente innamorati ha sempre sostenuto la Radaelli.

Anziani incapaci di capire di essere caduti nella rete di una cacciatrice di dote, secondo la procura.

(Unioneonline/l.f.)

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