POLITICA

le elezioni

Regionali, le quattro sfide da tenere d'occhio

Quattro le regioni attualmente governate dal Pd che il centrodestra vuole prendersi (o riprendersi)
(ansa)
(Ansa)

Non solo referendum, suppletive e comunali, in Italia si gioca tra oggi e domani anche un'altra partita importante per la tenuta del governo: le regionali.

Quattro le regioni al voto governate ora dal Pd (Puglia, Campania, Marche e Toscana) contro Veneto e Liguria, in mano a presidenti di centrodestra in corsa per il bis.

Fari puntati sulla "rossa" Toscana diventata contendibile, l'unica con il ballottaggio. Possibile il testa a testa tra Eugenio Giani, vecchia guardia di sinistra, e la rampante Susanna Ceccardi della Lega.

Occhio anche a Marche e Puglia, dove il Pd teme Fratelli d'Italia (che ha già Marco Marsilio in Abruzzo): Francesco Acquaroli potrebbe strappare la regione mai stata a destra, Raffaele Fitto potrebbe riprendersi la Puglia.

Se l'impresa riuscisse crescerebbe il bottino totale delle regioni gestite dal centrodestra, oggi 12 su 18 escluse le due "autonome". Tra i Dem, invece, la speranza è di chiudere la partita 3 a 3, contando sulla conferma di Vincenzo De Luca in Campania.

Si vota anche in Valle d'Aosta dove però non c'è l'elezione diretta del presidente: si sceglieranno i 35 consiglieri regionali, dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio e le dimissioni a dicembre del presidente Antonio Fosson, indagato per voto di scambio politico-mafioso.

M5s corre da solo ovunque tranne in Liguria con Ferruccio Sansa, unico candidato sostenuto insieme da M5s e Pd. Al debutto Italia viva, in corsa con 3 nomi in solitaria (in Puglia, Veneto e Liguria) e 3 condivisi con i Dem.

Alle 12 in Toscana l’affluenza è al 14,4% (alle Europee 2019 era il 19), in Veneto e in Puglia al 12%, in Campania all’11%. Al contrario, in Valle d’Aosta, ha già votato il 19% degli iscritti.

(Unioneonline/D-F)

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