CRONACA - ITALIA

VENETO

'Ndrangheta a Verona, indagato anche l'ex sindaco Tosi: "Io estraneo a tutto"

L'ex sindaco di Verona nei guai per peculato
flavio tosi (archivio l unione sarda)
Flavio Tosi (Archivio L'Unione Sarda)

C'è anche l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi tra gli indagati nell'inchiesta della Dda di Venezia che ha portato oggi a 26 misure cautelari, tra le quali 23 arresti, a carico di un'associazione criminale che agiva nel capoluogo scaligero ed è riconducibile alla cosca della 'ndrangheta degli Arena-Nicosia.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di associazione mafiosa (per la prima volta, in un'inchiesta radicata in Veneto, compare il 416 bis del codice penale), truffa, riciclaggio ed estorsione.

Tosi, si apprende dalle carte dell'indagine, è invece accusato di concorso in peculato in relazione alla distrazione di fondi da parte dell'ex presidente della municipalizzata dei rifiuti Amia, Andrea Miglioranzi (finito ai domiciliari per legami col clan tra finte prestazioni, dazioni e bustarelle) di una somma "'non inferiore a 5.000 euro" per pagare la fattura di un'agenzia di investigazioni privata, su prestazioni in realtà mai eseguite in favore di Amia, ma nell'interesse di Tosi.

"Non ne so nulla, ne uscirò totalmente estraneo, come in tutte le altre occasioni - ha risposto lui -. Da sindaco sono sempre stato rigorosissimo nel mio mandato, tanto da non avere utilizzato per molti anni autisti e veicoli a carico del Comune pur avendone diritto, facendo risparmiare alle casse pubbliche decine di migliaia di euro".

LE INDAGINI - "E' un'indagine sulla criminalità organizzata che tocca per la prima volta Verona, dopo Padova e la zona del Veneto orientale, e che dimostra la presenza strutturata delle mafie in regione, e nello specifico la 'ndrangheta", ha commentato il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi.

"La 'ndrina veronese - ha spiegato Francesco Messina, capo dell'anticrimine, - aveva costruito una serie di rapporti stretti in un gioco 'do ut des' tale da controllare le più svariate attività del territorio, forte di licenze e permessi, contrattati anche con pubblici funzionari". Questo facendo leva sulle più svariate attività: dalla droga all'usura passando per riciclaggio ed estorsione, come già accaduto in Lombardia ed Emilia.

(Unioneonline/D)

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