CRONACA - ITALIA

milano

Bimbo di due anni torturato per una notte e poi ucciso, il papà a processo

Bruciature di sigaretta, calci e pugni, ustioni ai piedini. Poi i colpi mortali. Perché? Il piccolo, senza pannolino, si era sporcato
alija hrustic (foto facebook)
Alija Hrustic (foto Facebook)

Andrà a processo Alija Hrustic, il 25enne di origini croate accusato di aver ucciso il figlio di due anni dopo una notte di torture e sevizie lo scorso 22 maggio a Milano.

Il gup della città meneghina Livio Cristofano ha rinviato a giudizio il giovane con le accuse di omicidio volontario aggravato, tortura aggravata e maltrattamenti aggravati.

Prima di uccidere il figlio l'uomo lo avrebbe seviziato tutta la notte con calci, pugni, bruciature di sigarette sul corpo e sui piedini, dove sono state ritrovate diverse ustioni.

Anche l'imputato era presente all'udienza preliminare. Il processo inizierà il 27 aprile davanti alla Corte d'Assise e la moglie dell'uomo - madre del piccolo - si è costituita parte civile.

L'avvocato di Hrustic, Giuseppe De Lalla, ha chiesto di derubricare il reato da omicidio volontario aggravato a omicidio preterintenzionale, richiesta respinta.

Stando agli accertamenti effettuati dalla Squadra mobile dopo il delitto in zona San Siro, il piccolo sarebbe stato ucciso da alcuni colpi forti sulla fronte. Prima di allora - si legge nell'avviso di chiusura indagini - il padre avrebbe colpito il bimbo con "calci e pugni", provocato "almeno tre bruciature con l'estremità di sigarette accese" e "ustionato con una fiamma viva i piedini".

Infatti il pm gli ha contestato l'aggravante di aver "agito con crudeltà verso il bambino per motivi futili, consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato".

L'uomo è accusato anche di maltrattamenti nei confronti della moglie e degli altri due figli piccoli.

(Unioneonline/L)

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