CRONACA - ITALIA

l'ombra delle tangenti

Materiali scadenti per i viadotti sardi: imprenditori in cella, funzionario Anas indagato

Tocca anche l'Isola l'inchiesta dei pm di Caserta. L'accusa è quella di corruzione
un viadotto sulla nuoro lanusei (archivio l unione sarda)
Un viadotto sulla Nuoro-Lanusei (archivio L'Unione Sarda)

Coinvolge anche la Sardegna, in particolare il funzionario regionale dell'Anas Antonio Giacobbe, l'inchiesta che ha portato in cella due imprenditori che, secondo l'accusa, costruivano strade e viadotti in tutta Italia con materiali scadenti. E per non essere scoperti pagavano tangenti a pubblici funzionari.

I due impresari edili - Francesco a Salvatore Nicchiniello, padre e figlio - sono stati arrestati su provvedimento cautelare del gip di Napoli Nord eseguito dai carabinieri di Caserta.

Secondo l'accusa pagavano tangenti a funzionari pubblici per risparmiare sui lavori di realizzazione di strade e viadotti, costruiti con materiali di qualità e quantità inferiore a quella dichiarata, con conseguenti rischi per la stabilità e la sicurezza.

Nelle vicende corruttive risultano coinvolti anche i comuni casertani di Villa Literno (il cui sindaco Nicola Tamburrino è ai domiciliari) e Lusciano (il cui primo cittadino Nicola Esposito risulta indagato).

Quanto al filone sardo dell'inchiesta, il funzionario Anas dell'Isola risulterebbe indagato per presunte tangenti alcuni lavori eseguiti nel Nuorese dai Nicchiniello.

I VIADOTTI SARDI - In particolare parliamo dei viadotti Navile e Sa Pruna, a Lanusei: per farli, secondo chi indaga, i due imprenditori "non hanno esitato a corrompere il funzionario Anas competente (indagato con altre persone, ndr), a impiegare minori quantità di fibre di carbonio e un acciaio di qualità inferiore, o a usare pali non certificati e non saldati a quelli esistenti, il tutto per nascondere la cattiva esecuzione del manto stradale".

Questi ultimi sono ritenuti dagli inquirenti figure centrali di un sistema illecito basato sul pagamento di tangenti a funzionari pubblici per ridurre all'osso i costi per i materiali: un modus operandi, sostiene la Procura, emerso in tutti i lavori realizzati dai costruttori.

(Unioneonline/L)

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