CRONACA - ITALIA

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Le orfane di femminicidio non devono più risarcire l'Inps

La decisione comunicata dal presidente Tridico dopo l'intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella
inps (archivio l unione sarda)
Inps (Archivio L'Unione Sarda)

L'Inps non darà seguito alla richiesta rivolta a due ragazzine divenute orfane nel 2013, dopo che il padre ha ucciso la madre e

si è suicidato, di risarcire i 124mila euro dovuti all'uomo ferito durante la tragedia.

Lo ha annunciato il presidente Tridico dopo che sulla vicenda è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"La lettera con la richiesta di risarcimento è un atto dovuto, ma l'Inps ha già contattato i familiari avvisandoli che non ci sarà alcun atto esecutivo", ha detto Tridico.

Mattarella aveva chiesto chiarimenti al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, sul caso che riguarda le due figlie orfane di Marco Loiola e Cristina Biagi.

L'uomo uccise l'ex moglie, ferì gravemente il suo rivale in amore e si suicidò.

La tragedia è avvenuta il 28 luglio 2013 a Marina di Massa (Massa Carrara), che ha reso orfane due bambine le quali ora, in quanto eredi dell'uomo che sparò, sono state chiamate dall'Inps a pagare 124mila euro. Questa l'entità della spesa sostenuta dall'istituto di previdenza sociale come indennità di malattia e per l'assegno di invalidità erogato all'uomo sopravvissuto.

L'operaio 40enne ammazzò la ex coniuge, 38 anni, sparandole mentre la donna lavorava in un ristorante e togliendosi la vita subito dopo.

Poche ore prima aveva tentato di uccidere un amico della coppia: raggiunto da sei colpi di pistola l'uomo riuscì a sopravvivere, con conseguenze per le quali l'Inps ha ora appunto chiesto il conto alle due figlie di Loiola.

Una "richiesta legittima, anche se immorale - spiega Francesca Galloni, avvocato della famiglia Biagi -. Se Loiola fosse stato ancora in vita, ovviamente l'Inps avrebbe chiesto a lui la somma. La legge prevede che si rifaccia sulle eredi".

Le due ragazzine, dopo la morte dei genitori, hanno ereditato un immobile e "una pensione che il nonno, loro tutore, mette da parte per il loro futuro", spiega l'avvocato.

"Purtroppo - aggiunge il legale - è previsto anche il recupero coattivo, se la somma non verrà erogata nei tempi. Per questo ho chiesto un incontro con Inps, sperando che, valutando la situazione, receda dalla richiesta o che si arrivi a transare una cifra inferiore, che possa essere pagata nel tempo dalle figlie di Cristina Biagi, che ricordo essere una vittima di femminicidio".

(Unioneonline/F)

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