CRONACA - ITALIA

rapporto Censis

Ansiosi e alla ricerca dell'"uomo forte", gli italiani allo specchio

Non si fidano degli altri e sono preoccupati per il futuro, crescono le "pulsioni antidemocratiche"
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (Archivio L'Unione Sarda)

Italiani sempre più ansiosi e preoccupati per il domani, individualisti e con pochissima fiducia negli altri. E sempre più alla ricerca dell'uomo forte.

Questa la fotografia che emerge dal 53esimo Rapporto Censis sulla nostra società.

L’incertezza è lo stato d’animo con cui il 69% degli italiani guarda al futuro, mentre il 17% è pessimista (solo il 14% si dice ottimista).

Secondo l'istituto di ricerca, questi dati sono correlati all’allentamento della "rete di protezione" dello Stato sociale e alla rottura dell’ascensore sociale, che frena ogni mobilità: il 63% degli operai è convinto di non riuscire a uscire dalla sua condizione socio-economica attuale.

Il 64% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso.

Dal report emerge inoltre che a venire meno sono anche due "pilastri storici" della sicurezza familiare, il mattone - ovvero l'acquisto della casa - e i Bot.

Sembra crescere invece la deriva verso l'odio, l'intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze, con il 69,8% degli italiani che è convinto che nell'ultimo anno siano aumentati gli episodi di razzismo.

Un quadro incerto che nell'ambito politico si concretizza nella ricerca di un uomo solo in grado di comandare, imprimendo direttive chiare.

I limiti della politica attuale per gli italiani sono infatti nella rassegnazione a non decidere. "Tante, troppe riforme strutturali - si legge nel rapporto - sono state annunciate, ma mai concretamente avviate: nella scuola, nella giustizia, nella sanità, nella fiscalità, nel quadro istituzionale. Lo scenario nel quale ci muoviamo è affollato da non decisioni".

Ora il 48% dei cittadini si dice favorevole all'uomo forte al potere, sintomo - per il Censis - di "pulsioni antidemocratiche" che agitano la popolazione, la cui vita è sempre più segnata dalla presenza costante dello smartphone.

Oltre la metà degli intervistati (il 50,9%) controlla il telefono come primo gesto al mattino o l'ultima attività della sera prima di andare a dormire.

(Unioneonline/F)

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