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Emanuela Orlandi, vuote le tombe al cimitero Teutonico: "Incredibile" FOTO

Non ci sono i resti della Orlandi, ma neanche quelli delle due donne che avrebbero dovuto essere lì

Sono vuote le due tombe aperte al cimitero Teutonico in Vaticano su richiesta della famiglia Orlandi.

Lo fa sapere il fratello della donna scomparsa 36 anni fa: "È incredibile, non ci sono sepolture e non ci sono ossa. Le tombe sono completamente vuote, è incredibile", ha detto Laura Sgrò, legale della famiglia.

"Era l'ultima cosa che ci aspettavamo, ero anche pronto a trovare i resti di mia sorella. Ora il Vaticano si deve scusare con i familiari delle due persone che dovevano trovarsi in quelle bare", ha dichiarato Pietro Orlandi. Che poi ha aggiunto: "Non smetterò mai di cercare la verità".

Anche il Vaticano ha confermato che le ricerche hanno dato "esito negativo".

A chiedere questa verifica era stata la famiglia di Emanuela Orlandi, scomparsa 36 anni fa, dopo l'arrivo di una lettera anonima con l'indicazione della tomba dell'angelo. "Cercate dove indica l'angelo", era scritto nel messaggio.

Alle 8.15 di questa mattina, dopo una preghiera davanti ai due sepolcri guidata dal Rettore del Collegio Teutonico, sono iniziate le operazioni di apertura delle due tombe all'interno del cimitero Teutonico in Vaticano, nell'ambito delle indagini sulla morte di Emanuela Orlandi.

Sono state aperte la "tomba dell'angelo", appunto, della principessa Sophie von Hohenlohe, morta nel 1836, e quella attigua, della principessa Carlotta Federica di Mecklermburgo. I resti delle due donne non c'erano.

La tomba indicata dal legale della famiglia Orlandi è quella con l'angelo che tiene tra le mani un libro aperto con la scritta "Requiescat in pace". Ma il Promotore di Giustizia, trattandosi di due tombe vicina e con una edicola similare, ha disposto l'apertura di entrambe.

"Finalmente, dopo 36 anni, c'è una collaborazione concreta e giusta che apprezzo tantissimo. Aprendo queste due tombe il Vaticano ammette la possibilità, tutta da verificare, che ci possano essere responsabilità interne. È un cambio di posizione, si ammette una possibilità finora sempre negata", aveva dichiarato Pietro Orlandi, fratello di Emanuela.

(Unioneonline/L)

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