CRONACA - ITALIA

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Attilio Cubeddu, l'inafferrabile: è fra i tre superlatitanti dopo la cattura di Di Lauro

Ventidue anni fa è scappato da Badu 'e Carros approfittando di un permesso premio
attilio cubeddu (archivio l unione sarda)
Attilio Cubeddu (Archivio L'Unione Sarda)

C'è anche Attilio Cubeddu tra i tre superlatitanti italiani nella lista "aggiornata" delle forze dell'ordine dopo la cattura di Marco Di Lauro, superboss della camorra.

Cubeddu, arzanese dell'Anonima sequestri sarda, è fuggito dalla giustizia nel gennaio del 1997 quando, approfittando di un permesso premio per il suo comportamento esemplare dietro le sbarre di Badu 'e Carros, non vi fece più rientro. Sono passati 22 anni da quel giorno e del latitante arzanese non c'è traccia.

Deve scontare trent'anni per il sequestro dell’imprenditore di Manerbio Giuseppe Soffiantini (giugno 1997), custodito proprio da Cubeddu insieme a Giovanni Farina per mesi, mentre è stato assolto dall'accusa di un coinvolgimento nella morte dell'ispettore dei Nocs Samuele Donatoni, rimasto ucciso a Riofreddo il 18 ottobre del 1997 nell'ambito del sequestro Soffiantini.

In più è indiziato, anche se mai formalmente incriminato, per aver avuto un ruolo nel sequestro di Silvia Melis, rapita a Tortolì, in Ogliastra, nel febbraio 1997.

Oltre a lui c'è la "primula rossa" di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, ricercato dal 1993. Negli ultimi anni il cerchio attorno a "U Siccu" si è stretto sempre di più con l'arresto di vari fiancheggiatori e il sequestro di beni a lui riconducibili per milioni di euro.

Altro super ricercato appartenente alla mafia è il palermitano Giovanni Motisi. Latitante dal 1998 deve scontare l'ergastolo per omicidio.

Giovanni Motisi, Attilio Cubeddu e Matteo Messina Denaro (foto Interpol)
Giovanni Motisi, Attilio Cubeddu e Matteo Messina Denaro (foto Interpol)

Negli ultimi dieci anni sono tanti i nomi eccellenti depennati dalla lista grazie al lavoro delle forze dell'ordine. Gli ultimi in ordine di tempo gli esponenti della 'ndrangheta, Rocco Morabito e Giuseppe Giorgi, nel 2017.

Altri colpi importanti alla malavita calabrese erano arrivati nel 2013 e nel 2012 con gli arresti rispettivamente di Francesco Nirta in Olanda e Domenico Condello. In precedenza era stato smantellato il vertice del clan camorristico dei Casalesi con la cattura di Michele Zagaria (2011) e Antonio Iovine (2010).

I nomi più importanti restano però quelli di Salvatore Riina nel 1993 e Bernardo Provenzano nel 2006. Entrambi morti in carcere.

(Unioneonline/D)

LA CATTURA DI DI LAURO:

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