CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

Salute

"Aiutateci a trovare questo farmaco": il disperato appello da Quartu

Una difficile malattia, e l'unico farmaco per le cure ormai esaurito in Italia
uno dei farmaci contenenti il principio attivo in questione (foto da google)
Uno dei farmaci contenenti il principio attivo in questione (foto da google)

Un appello importante, e che è giunto al nostro giornale con un breve messaggio inviatoci attraverso i nostri canali social.

L'estremo tentativo di avere delle risposte, e averle in tempi rapidi, perché purtroppo alcune malattie non lasciano spazio al tempo della burocrazia.

È la richiesta di aiuto di una moglie e mamma di Quartu, che vive con l'ansia di non riuscire più a trovare quel farmaco che, al momento, consente a suo marito di curarsi da un terribile male da cui è stato colpito.

Il principio attivo in questione, interferone, è contenuto in due tipologie di medicinali, Introna e Roferon. Ma al momento la risposta che la donna sente darsi dalle farmacie è che "questi medicinali, in Italia, sono disponibili solo fino ad esaurimento scorte".

"Peccato – ci spiega la lettrice, con cui abbiamo poi voluto parlare – che le scorte siano già esaurite. E mio marito si cura con tre iniezioni a settimana. Ora ci troviamo nella situazione di aver dovuto interrompere queste terapie così importanti, e non sapremo quando potremo riprendere".

Su suggerimento dell'ospedale in cui l'uomo è in cura, la coppia ha contattato la farmacia del Vaticano, che ha già ordinato il farmaco. "Ma arriva dall’estero – ci spiega ancora la donna – e non sapremo quando potremo davvero averlo, ci dicono minimo tre settimane. Non solo: il costo, visto che a questo punto dovremo interamente pagarcelo, è di 400 euro ogni venti giorni".

L'uomo soffre di una particolare tipologia di linfoma, che non si cura tramite radioterapia o chemioterapia ma unicamente con questo farmaco. E, come ci spiega la moglie, "ironia della sorte, pur avendo una grave malattia non abbiamo alcuna pensione di invalidità civile, poiché mio marito è stato riconosciuto invalido al 60%. Siamo entrambi disoccupati, e genitori di due figli piccoli".

L'appello della donna, come tuttavia tiene in ogni modo a precisare, non finalizzato ad avere il farmaco a titolo gratuito: è semplicemente per poterne disporre, per non spegnere quell'unica speranza di cura che al momento i medici offrono, e perché, in un paese civile, "non è possibile per un malato vivere con l'ansia di non trovare un farmaco così importante, dall'oggi con il domani".

Virginia Lodi

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...