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Paulilatino, 13 persone tornano dal Nord Italia e si mettono in auto-isolamento

Non sentono i sintomi e stanno bene, ma hanno deciso di mettersi in quarantena per salvaguardare i concittadini
(ansa carconi)
(Ansa - Carconi)

A Paulilatino 13 persone sono in quarantena volontaria per fronteggiare il pericolo Coronavirus. Quattro famiglie i cui componenti, almeno alcuni, sono rientrati in questi giorni da Lombardia e Veneto, le regioni dove si sono registrati più casi di positività al Covid-19.

Ecco allora che in accordo con sindaco ed Assl hanno optato per la quarantena volontaria, pur non avvertendo alcun sintomo e stando bene, in modo da non creare eventuali pericoli per gli altri cittadini.

Tante le notizie che si sono rincorse tra domenica e martedì sui social e nelle chat Whatsapp, ma a fare subito chiarezza ci ha pensato il comune con una nota diffusa sul proprio profilo istituzionale su Facebook.

Un post che chiarisce la situazione e vuole evitare inutili allarmismi tra la popolazione Il sindaco Domenico Gallus, che riveste anche il ruolo di presidente della Commissione regionale alla Sanità, spiega: "D'accordo con tutta la comunità abbiamo adottato delle norme di salvaguardia per i nostri cittadini perché riteniamo sia giusto dare un segno di collaborazione verso le autorità competenti per preservare il territorio e la popolazione".

Quindi Gallus, intenzionato a portare il modello Paulilatino ad esempio in Consiglio regionale, evidenzia: "Tutte le persone di Paulilatino che arrivano dai territori in cui si sono registrati casi di coronavirus e i cittadini che ugualmente si recano in quelle zone mi devono informare affinché si prendano misure preventive. Ringrazio tutta la popolazione e i nostri emigrati che hanno preferito rimandare la vacanza a Paulilatino per salvaguardare gli altri cittadini. Credo che sia un modello che se seguito in altri comuni dell'Isola potrà lasciare tutti più sereni".

Nei giorni scorsi il comune aveva diffuso un volantino in cui si chiariva come procedere nel caso si fosse soggiornato nelle aree interessate dall'epidemia. Si raccomandava di avvertire subito il sindaco, "in qualità di massima autorità sanitaria locale", del loro rientro e della località in cui hanno soggiornato. E così è stato.

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