ECONOMIA

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A Porto Conte nasce il primo BioDistretto sardo

Il progetto raggruppa 19 aziende della filiera
il parco di porto conte (archivio l unione sarda)
Il Parco di Porto Conte (archivio L'Unione Sarda)

Già 19 realtà incluse - tra aziende agricole, operatori della distribuzione e specialisti della comunicazione di settore - un progetto in attesa di approvazione per diventare operativo e un percorso già avviato grazie alla benedizione e al sostegno finanziario della Regione.

È il "Bio-Distretto di Porto Conte", presentato dal presidente di Copagri Sardegna, Ignazio Cirronis, dal presidente di Legambiente Sardegna, Luciano Deriu, e da Monica Carboni, titolare dell'azienda agrituristica "L'agave", che opera nel territorio di Alghero e che ha già fatto molta strada nel campo del biologico e della valorizzazione delle produzioni locali anche attraverso progetti di ricerca che coinvolgono il Parco e altre aziende del territorio.

Del BioDistretto, costituito formalmente nell'aprile del 2019 e ora pronto a entrare nella fase operativa, è capofila "S'Atra Sardgina", la cooperativa di cui Cirronis è amministratore, considerata un riferimento per la "galassia Copagri" in tema di agricoltura biologica da oltre trent'anni. Il primo step sarà rappresentato da un'intesa campagna per coinvolgere tutti gli operatori della Riviera del corallo, della Nurra e di tutta l'area rurale che ha come epicentro il territorio del Parco naturale regionale di Porto Conte e dell'Area marina protetta di Capo Caccia - Isola piana.

"Sono previste a breve alcune attività di avviamento alle produzioni biologiche a vantaggio delle tantissime realtà di quella parte dell'isola che intendano approcciare il metodo della produzione biologica in campo vitivinicolo, olivicolo, cerealicolo e dell'allevamento", spiega Cirronis. "È fondamentale che il progetto parte col sostegno del Parco, che ha già un suo brand ben identificato anche fuori dai confini locali e isolani e che ha già una sua rete di aziende certificate", aggiunge Monica Carboni.

Gli ideatori del progetto sono già all'opera per il secondo passaggio: l'istituzione delle "Botteghe del Biodistretto", spazi dedicati alla presentazione e alla vendita dei prodotti biologici dell'area, da istituire anche a Cagliari, Quartu, Oristano e Sassari insieme al materiale informativo sugli obiettivi e le finalità del Distretto di Porto Conte, che rappresenta il primo esperimento in Sardegna ma che potrebbe essere presto replicato anche in altri territori. "Intendiamo scommettere sul settore agricolo come principale motore di rinascita e rigenerazione economica e sociale del Campidano", ha annunciato Stefano Musanti, presidente del Gal Campidano e capofila promotore del nascente Distretto Rurale Campidano, che mette insieme 2 Unioni dei Comuni e 12 Comuni "in un territorio omogeneo e a forte vocazione rurale, che partendo dalle produzioni di qualità vogliono potenziare la cooperazione e favorire processi di sviluppo locale sostenibile".

(Unioneonline/F)

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