ECONOMIA

la decisione

Bando per la concessione del Porto Canale, rigettata la proposta di Pifim

La società inglese, che non soddisfa i requisiti della call, rinuncia a proseguire la procedura
porto canale (archivio l unione sarda)
Porto Canale (archivio L'Unione Sarda)

Si complica l’iter della proposta della Pifim Company LTD per l’assentimento in concessione demaniale marittima del Porto Canale di Cagliari.

È di questa mattina il preavviso di rigetto, firmato dal Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna, Massimo Deiana, per il mancato soddisfacimento di gran parte dei requisiti fondamentali stabiliti dalla call internazionale lanciata nel dicembre 2019 e in conseguenza della nota inviata dalla società, che ha formalizzato una sostanziale rinuncia al prosieguo dell’iter della propria istanza.

Aspetti fondamentali, questi, che, a quasi tre mesi dalla presentazione della proposta della società di diritto inglese e dall’immediato avvio dell’iter di valutazione da parte della commissione tecnica dell’Autorità, hanno determinato la scelta obbligata dell’Ente e raffreddato le prospettive di un’auspicata e proficua soluzione della crisi del transhipment nel porto di Cagliari.

In pieno spirito di collaborazione e buona fede, sono state intense, continue e corpose le interlocuzioni tra l'autorità e PIFIM, dirette ad acquisire le necessarie integrazioni documentali sugli aspetti demaniali, giuridici, tecnici, operativi, occupazionali e promozionali richiesti dalla manifestazione di interesse internazionale lanciata dall’AdSP lo scorso anno.

Tentativi che non sono serviti a colmare le numerose lacune emerse dalla valutazione della proposta presentata da Pifim.

Da qui la necessità di notificare l’odierno preavviso di rigetto avverso il quale, entro il 9 dicembre prossimo, la società potrà, ove ancora interessata, presentare adeguate controdeduzioni.

“Fatta salva la fisiologica prudenza e il dovuto riserbo richiesto in queste circostanze, non nascondo che ci aspettavamo un finale diverso e sicuramente più positivo per la call internazionale volta a stimolare proposte di rilancio futuro del Porto Canale e del transhipment – spiega Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – Insieme alla commissione tecnica, che da subito si è attivata per studiare ed analizzare tutte la documentazione, abbiamo portato avanti una serrata interlocuzione con la società istante per ottenere le necessarie integrazioni documentali. Tentativi ai quali non sono seguite risposte esaustive tali da consentire di mantenere in piedi il procedimento. In aggiunta, aspetto che mi stupisce e che stento a comprendere, è intervenuta, a poche ore dall’incontro definitorio fissato per il 20 novembre, una nota con la quale la stessa società ha comunicato di rinunciare al prosieguo dell’iter, motivandolo con una presunta incompatibilità dei propri piani industriali con l’ipotesi ventilata dal Ministero dello sviluppo economico di istituire un’agenzia per il lavoro portuale a sostegno degli ex dipendenti CICT".

In attesa del 9 dicembre prossimo, scadenza dei termini per le controdeduzioni al preavviso di rigetto, l’AdSP mantiene fermi i propri intendimenti e, proprio in questo pomeriggio, ha invitato le organizzazioni sindacali ad un incontro urgente per un’informativa accurata sul nuovo scenario.

"La filosofia che ha ispirato la call internazionale resta comunque in piedi – precisa Deiana – e siamo pronti a prendere in considerazione sia le eventuali controdeduzioni della PIFIM, sia potenziali nuove interlocuzioni con altri soggetti interessati ad investire sul Porto Canale per il rilancio di un settore che, alla luce delle nuove prospettive del trasporto merci generate dalla pandemia e delle proiezioni di netta ripresa sul 2021, ha ancora molto da offrire in termini di ricaduta economica e occupazionale per l’Isola".

(Unioneonline/F)

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