ECONOMIA

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Maxi accordo commerciale tra la Cina e 14 Paesi asiatici, esclusi gli Usa

Vale il 30% del Pil mondiale. Hanno aderito anche Giappone, Australia e Corea del Sud
la firma in videoconferenza (ansa)
La firma in videoconferenza (Ansa)

L'economia della Cina incassa una nuova vittoria strategica: la firma dell'accordo di libero scambio tra 15 Paesi dell'Asia-Pacifico che, escludendo gli Usa, diventa la più grande intesa commerciale su scala globale.

Il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) coinvolge infatti circa un terzo del Pil e della popolazione mondiale, con quasi 3 miliardi di persone coinvolte.

In soli quattro anni Pechino ha così ribaltato le posizioni nella regione rispetto a Washington. Il Tpp, l'accordo a 12 voluto da Barack Obama che teneva fuori la Cina e valeva il 40% del Pil mondiale in una trama transpacifica, era stato affossato da Donald Trump all'Apec del 2017 in Vietnam dopo aver conquistato la Casa Bianca, motivando il ritiro Usa in nome dell'"America First".

Dopo otto anni di negoziati e su sua iniziativa, la Cina aumenta l'influenza economica grazie al Regional Comprehensive Economic Partnership, lo schema commerciale che abbatte i dazi con base ad Hanoi (il Vietnam ha la presidenza di turno dell'Asean), siglato dai leader delle 10 economie del Sudest asiatico (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam), e di quelli di Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia.

Contro il protezionismo, i Paesi partecipanti sono diventati più motivati a optare per il libero scambio dopo le turbolenze causate da Trump e dal Covid-19.

L'accordo poggia su 20 capitoli di regole che vanno da commercio di beni, investimenti e commercio elettronico a proprietà intellettuale e appalti pubblici, con l'obiettivo di aumentare l'interazione economica fatta su regole in vista dell'entrata in vigore del Rcep quando i firmatari lo avranno ratificato. E' la seconda grande intesa commerciale multilaterale per l'Asia, dopo quella transpacifica (Cptpp), la versione a 11 del Tpp senza gli Usa, che ha 7 Paesi che figurano tra l'altro tra i 15 del Rcep.

Secondo le stime dei firmatari, il Rcep aumenterà ricchezza e benessere in termini quantitativi seguendo non standard assoluti e vincolanti come nei trattati neoliberali, ma "flessibili". I dazi eliminati sono al 90% e non al 100%, a tutela di politiche protezionistiche dei singoli Paesi, settore agricolo in primis.

"La firma del Rcep non è solo un traguardo epocale nella cooperazione nell'Asia orientale, ma è anche una vittoria del multilateralismo e del libero scambio", ha commentato il premier cinese Li Keqiang. I media di Pechino si sono spinti oltre: il successo del mega accordo Rcep è una vittoria che vede Paesi, "compresi gli alleati degli Usa, che hanno assestato un colpo al protezionismo e al bullismo economico perseguito dagli Stati Uniti e da altri", ha twittato il Global Times, il tabloid nazionalista del Quotidiano del Popolo, la "voce" del Partito comunista.

Il Rcep "aiuterà la regione dell'Asia-Pacifico a prendere la leadership globale nella ripresa post Covid-19 e a ridurre l'egemonia Usa nella regione".

(Unioneonline/F)

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