ECONOMIA

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Turismo, un altro lockdown rischia di bruciare 440mila posti di lavoro

Secondo una ricerca Demoskopika una nuova chiusura taglierebbe in due mesi 13 milioni di arrivi e 35 milioni di presenze
foto simbolo (pixabay)
Foto simbolo (Pixabay)

Un nuovo lockdown oggi sarebbe una mazzata senza precedenti per il turismo.

E' quanto emerge da una stima dell'Istituto Demoskopika sulla base di dati rilevati da alcune fonti quali Siope, Banca d'Italia, Istat, UnionCamere e Cerved.

Il settore, si legge nel dossier, potrebbe perdere a novembre e dicembre 13 milioni di arrivi e 35 milioni di presenze con una contrazione della spesa per 4 miliardi di euro. Quasi 100mila imprese del comparto turistico italiano rischierebbero il fallimento a causa di una ulteriore perdita di solidità finanziaria con una contrazione del fatturato pari a circa 23 miliardi di euro.

Una vera e propria "mortalità imprenditoriale", dicono i ricercatori, che si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro con una perdita di ben 440mila posti. Segno negativo anche per le casse comunali, con mancati incassi, in soli 60 giorni, di oltre 84 milioni di euro.

"Il numero crescente di disdette di prenotazioni che in questi giorni stanno denunciando moltissimi operatori turistici, anche attraverso le associazioni del comparto - spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio - rischia di compromettere ulteriormente il sistema turistico italiano già allo stremo a seguito del primo blocco totale delle attività. Un secondo lockdown genererebbe una crescente perdita di solidità finanziaria da parte delle imprese, rendendo sempre più complicata la copertura delle insolvenze e alimentando, di conseguenza, un livello maggiore del rischio di default. Il tutto a danno di migliaia di posti di lavoro che andrebbero in fumo".

E aggiunge: "Non è più tempo di soluzioni giornaliere. Lo ripeto dallo scorso mese di febbraio. Il Governo - precisa Rio - riconosca 'lo stato di calamità turistica', lo stato di crisi e programmi finalmente un Piano di rilancio integrato del comparto turistico includendo anche proposte e risorse delle istituzioni ai vari livelli, a partire dalle Regioni. Un unico pacchetto di provvedimenti che, nell'immediato, contenga misure di azioni di tutela a imprese e lavoratori autonomi della filiera quali, ad esempio, il credito d'imposta, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali o l'istituzione di fondo per la copertura delle insolvenze o dei fallimenti".

"Nel contempo - la conclusione - il documento strategico offra anche una visione di ripresa del turismo attraverso misure di incentivazione all'assunzione dei lavoratori, alle strategie di promo-commercializzazione nei mercati internazionali per riposizionare il brand Italia, alle politiche di scontistica dei vettori aerei per rilanciare gli spostamenti dei viaggiatori verso l'Italia".

(Unioneonline/D)

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