Il governo è di nuovo alle prese con il caro carburanti. Come riporta il Corriere della Sera, l’intervento dello scorso 28 luglio, con il taglio delle accise di 17 centesimi di euro sul gasolio, ha dato risultati deludenti, mancando l’obiettivo di riportare le tariffe sotto la soglia dei 2 euro al litro.

Al ministero dell’Economia sono in corso i conteggi per individuare le risorse per prorogare il taglio delle accise. Una settimana fa i 125 milioni sono arrivati attingendo dalle multe dell’Antitrust e dal fondo per gli interventi di politica economica. Questa volta - si legge ancora sul quotidiano milanese - si parte dagli incassi legati al maggior gettito Iva, derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti nel mese di luglio, destinandoli alla riduzione delle accise. Il meccanismo è quello delle cosiddette accise mobili, ma a Via XX Settembre e a Palazzo Chigi sanno già che non basterà, soprattutto se l’obiettivo è estendere il taglio delle accise alla benzina.

Tanto che tra le ipotesi per recuperare fondi è in valutazione una tassa sull’alcol, così come nei giorni scorsi nella maggioranza era balenata l’idea di aumentare il carico fiscale sul tabacco. Nelle fila dell’esecutivo il vicepremier Matteo Salvini ha suggerito di prendere i soldi «a chi sta guadagnando come mai è successo prima, dalle banche e dalle aziende energetiche». Una strada per il momento accantonata, ma che potrebbe tornare alla ribalta in autunno, in occasione della legge di Bilancio.

(Unioneonline)

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