ECONOMIA

L'appello

Angurie a un centesimo al chilo, Coldiretti Sardegna: "Un'offesa al lavoro, non compriamole"

"Un'offesa al sacrificio e alla dignità di migliaia di lavoratori. Meglio se fossero state regalate"
angurie (foto www pixabay com)
Angurie (foto www.pixabay.com)

"Sciopero" dell'anguria a prezzo civetta. È la mobilitazione promossa da Coldiretti Sardegna per la vigilia di Ferragosto.

Nel mirino una super offerta promozionale con il prezzo fissato a un centesimo al chilo.

"Seppur dentro il perimetro delle legalità, è un'offesa al lavoro - denuncia il presidente regionale Battista Cualbu - al sacrificio e alla dignità di migliaia di nostri agricoltori che ogni giorno con grande fatica e per remunerazioni spesso al limite se non al di sotto dei costi di produzione, lavorano la terra per garantire un cibo sano, genuino e rispettoso dell'ambiente".

Secondo Coldiretti è una offesa anche "all'intelligenza e alla buona fede del consumatore, aggredito nella sua parte più debole, i soldi, con l'aggravante di questa gravissima crisi".

E se anche questa offerta è pagata dall'azienda, questo non non motiva, insiste Cualbu, "la declassificazione di un duro lavoro a un centesimo". "Se davvero lo scopo è quello omaggiare i clienti perché non le regalano le angurie? - è la provocazione del direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba - Sul regalo non si discute, ma dando un prezzo si quantifica e in questo caso si squalifica, si umilia e si offendono tutti gli agricoltori, oltre a danneggiare il mercato di questo prodotto e cercare di mettere l'uno contro l'altro gli anelli deboli della filiera: il produttore e il consumatore".

Quindi l'appello: "Sono solo offerte civetta per attirare i consumatori. Il prossimo venerdì, vigilia di Ferragosto, rifiutiamoci tutti di acquistare le angurie a un centesimo".

(Unioneonline/v.l.)

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