ECONOMIA

fase 2

L'aiuto che non c'è: l'esercito dei sardi con le tasche vuote

In migliaia tra imprese, famiglie e cassintegrati attendono ancora bonus e incentivi anti Covid
francesco porcu (l unione sarda)
Francesco Porcu (L'Unione Sarda)

In molti sono ancora a bocca asciutta. Bonus, incentivi, sconti, prestiti agevolati e ammortizzatori sociali non sono di certo mancati con i decreti varati per far fronte all'emergenza Covid, ma per ora in tasca ai sardi è finito ben poco. Lo sanno bene decine di migliaia di lavoratori finiti da oltre due mesi in cassa integrazione e ancora in attesa di una sola mensilità. Per non parlare degli imprenditori fermati dal virus: in 117mila hanno ricevuto in tempi brevi i 600 euro di indennizzo garantiti per i mesi di marzo, aprile e maggio, ma sul finanziamento garantito dallo Stato, quello su cui ci sono state le maggiori aspettative per dare liquidità alle aziende, è ancora buio pesto.

Discorso simile potrebbe essere fatto per il Reddito di emergenza destinato alle fasce più deboli, ma per tanti cittadini inaccessibile a causa dei rigidi paletti fissati dal Governo.

Cig

Tuttavia, il capitolo più rovente riguarda forse l'iter di richiesta delle ore di Cassa integrazione. Il botta e risposta e la guerra di numeri tra Governo e Regione ha tenuto banco per settimane evidenziando i ritardi con cui da una parte le richieste venivano inoltrate all'Inps e dall'altra approvate per il pagamento.

Scorrendo i numeri forniti proprio dall'Istituto di previdenza sembra però che i meccanismi si stiano sbloccando con quasi 15mila domande ricevute da parte delle aziende sarde e 24 mila lavoratori pagati su una platea di oltre 30mila beneficiari. «Il Decreto Rilancio semplifica enormemente il processo di erogazione dei contributi in modo che i finanziamenti arrivino più velocemente - ha ribadito più volte la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde - la domanda per la Cig si fa direttamente all'Inps e non più alle Regioni e l'istituto potrà anticipare il 40% al lavoratore. Entro 30 giorni erogherà la restante parte. Questo ci consentirà di velocizzare l'intero sistema».

Alessandra Todde (L'Unione Sarda)
Alessandra Todde (L'Unione Sarda)

Aziende

Le imprese in cerca di liquidità vorrebbero condividere lo stesso ottimismo. Per ora, invece, si stanno ancora accontentando solo di rassicurazioni su una rapida erogazione dei prestiti garantiti fino al 100% dallo Stato. Le domande nell'Isola hanno sfiorato quota novemila e in realtà sono state accolte in pochi giorni dagli istituti bancari coinvolti. Ma qualcosa poi si è inceppato. «Dopo quasi quattro settimane la macchina si sta lentamente mettendo in moto - puntualizza Francesco Porcu, segretario regionale della Cna - dagli annunci si sta quindi passando ai fatti, anche se servirebbe ancora uno sforzo, da parte delle banche e delle istituzioni, per accelerare tutti i passaggi e velocizzare le piccole e grandi richieste di liquidità».

Cittadini

A completare il quadro ci pensa l'ultimo arrivato nella galassia degli incentivi anti Covid: il Reddito di emergenza riservato alle fasce più deboli. Una misura in questi primi giorni richiesta da oltre 100mila italiani. «Nell'Isola il boom non c'è stato - ammette Pietro Catalano, direttore regionale dei patronati Inas-Cisl - i rigidi paletti burocratici riducono infatti la platea dei beneficiari e forse ne hanno scoraggiato una gran parte. Lo dimostra per certi versi il successo ottenuto in queste settimane dal bonus per colf e badanti, più semplice da richiedere e per questo motivo molto più gettonato».

Luca Mascia

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