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Sarroch prova a immaginare il dopo-petrolio

Cercare di anticipare e finché possibile governare i cambiamenti: questo l'obiettivo del convegno Sarroch Sardegna 5.0, che si è tenuto stamattina a Villa Siotto
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Industrie, sindacati, Comune, Regione: tutti seduti attorno a un tavolo per ragionare del futuro di Sarroch, uno dei principali poli petroliferi del Mediterraneo.

Un futuro a lungo termine, misurato sul metro dei decenni: una prospettiva in cui oggi appare inevitabile il superamento del modello di produzione di energia dagli idrocarburi, modello che in questa fetta di territorio da 55 anni significa lavoro.

Sono circa 12.000 posti, tra dipendenti diretti e indiretti e indotto. Cercare di anticipare e finché possibile governare i cambiamenti: questo l'obiettivo del convegno Sarroch Sardegna 5.0, che si è tenuto questa mattina a Villa Siotto, Sarroch.

Ad animare il dibattito, moderato dal giornalista Luca Telese, c'erano Giampiero Manca e William Schirru della Filctem Cgil, il sindaco Salvatore Mattana, il sociologo e filosofo della scienza Roberto Poli, dell'Università di Trento.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche l'assessore regionale all'industria Anita Pili, il presidente di Confindustria sud Sardegna Francesco Marini, Marco Nappi della Cisl e Tore Sini della Uil. La prospettiva è di puntare sul coinvolgimento sociale delle aziende attive sul territorio: una redistribuzione di ricchezza in termini di investimento sul futuro.

Una proposta concreta è stata avanzata dal sindaco Mattana: aprire a Sarroch un'accademia professionale, un'istituzione pubblico-privata dove i giovani del territorio possono essere formati per acquisire le competenze richieste dal comparto industriale.

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