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Marine oristanesi, il pasticcio finisce dal giudice

La querelle scoppia nel maggio dello scorso anno
il porticciolo di torregrande (foto michele masala)
Il porticciolo di Torregrande (foto Michele Masala)

Se la stanno tirando da sette mesi tra carte bollate, audizioni, incontri, richieste di pareri e fascicoli. Ora però il Comune ha deciso di reclutare un avvocato «Per proposizione di ogni opportuna azione nei confronti di Marine oristanesi».

Il segretario generale di Palazzo degli Scolopi, Luigi Mele, prende in mano una delibera della Giunta Lutzu del luglio scorso «con la quale si è disposto di autorizzare a proporre ogni opportuna azione giudiziaria, comprese azioni risarcitorie, al fine di tutelare gli interessi dell'amministrazione contro il provvedimento messo in atto dalla società Marine oristanesi srl». E pochi giorni fa è arrivata la nomina dell'avvocato Carlo Ibba «di provata professionalità e sicura fiducia dell'Amministrazione comunale», per iniziare la battaglia legale contro la società che gestisce il porticciolo di Torregrande. Spesa prevista 8.295 euro.

La querelle "Marine oristanesi" scoppia nel maggio dello scorso anno quando il sindaco Andrea Lutzu si presenta a un Cda della società (detenuta inizialmente da Comune con l'86 per cento delle quote e il resto da Sfirs e Circolo Nautico) con l'intenzione di nominare un nuovo amministratore unico. Immediato lo stop del presidente Costantino Porcu secondo il quale il Comune non aveva più voce in capitolo. Il motivo? In base alla Legge Madia, secondo Porcu, che imponeva agli enti di cedere le quote delle società partecipate entro il 30 settembre 2018. Il Comune entro quella data aveva bandito la gara con scadenza a ottobre e, secondo il presidente i termini erano scaduti e quindi il Municipio ha perso i diritti di socio non essendo riuscito a vendere il "pacchetto". L'amministrazione invece è sicura di non aver perso la qualifica di socio.

E infatti il Comune va avanti come nulla sia successo e dopo due bandi di gara andati deserti, il terzo lo vince la Tharros yachting srl che si accaparra le quote di Marine Oristanesi per 206.700 euro. Le stesse che invece sono state riscattate dal Circolo nautico, che aveva fatto valere il diritto di prelazione in quanto unico socio di Marine, per 22.700 euro. Insomma, due proprietari per un unico pacchetto di quote.

Costantino Porcu, presidente Marine oristanesi (foto Michele Masala)
Costantino Porcu, presidente Marine oristanesi (foto Michele Masala)

Una storia talmente ingarbugliata che neppure il Conservatore presso la Camera di commercio, Enrico Massidda, ha preso una decisione. Nel Registro imprese ha infatti iscritto sia il trasferimento delle quote al Circolo nautico, che diventa o diventerebbe unico socio nella società che gestisce il porticciolo turistico e sia la Tharros Yachting srl. Non c'è dubbio che il primo che ha chiesto l'iscrizione è stata la società Marine oristanesi e, almeno secondo una tesi, la data di protocollo sarebbe l'unica ad avere validità giuridica verso terzi. Il fatto che il Conservatore abbia iscritto sia Circolo nautico che la "Tharros", significa che sotto il piano formale tutte e due avevano le carte in regola. Non resta quindi che un'aula del tribunale, in attesa anche di un verdetto della Corte dei conti su tutta questa vicenda.

Intanto il Circolo nautico, socio unico secondo l'interpretazione del presidente delle Marine Costantino Porcu, ha rinnovato il Consiglio di amministrazione che durerà in carica per 3 anni. Presidente è stato riconfermato Costantino Porcu, vice Pier Luigi Pibi del Circolo nautico come dello stesso circolo nautico sono gli altri componenti il Cda: Andrea Lilliu, Luigi Oppo e Giulia Abis che hanno sostituito Claudio Uselli, Alessandra Ortu, Sandro Ruggiu e Mario Cadeddu che nel precedente Cda rappresentavano la Sfirs e il Comune di Oristano. Nella stessa riunione è stata approvato anche il bilancio 2018 che chiude con un utile di 49.769 euro. È il terzo anno di fila, vale a dire da quando a presiedere il Cda è Costantino Porcu, che i conti chiudono in attivo. Come se non bastasse poi tre giorni fa i consiglieri di opposizione Efisio Sanna, Maria Obinu e Francesco Federico, tirano fuori «un'anomalia nella procedura dell'asta vinta dalla Tharros yachting che ha pagato i 206 mila euro come corrispettivo delle quote con assegni circolari».

Michele Masala

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