ECONOMIA

l'intervento

Sì della Camera all'accordo sul Mes, Conte: "L'Italia non ha nulla da temere"

Nuovo round delle Camere a gennaio. Il premier: "Il nostro debito è pienamente sostenibile"

Dopo ore di trattativa notturna, è stato chiuso l'accordo sul Mes.

Lo rende noto il Movimento 5 Stelle, poco prima che venisse pubblicato il testo della risoluzione presentata al premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì.

I punti chiave sono il mantenimento della "logica di pacchetto alla quale accompagnare ogni tappa mirata ad assicurare l'equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell'Unione economica e monetaria, approfondendo i punti critici".

Si sottolinea inoltre l'importanza del "pieno coinvolgimento del Parlamento in una eventuale richiesta di attivazione del Meccanismo europeo di stabilità con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione" e l'esclusione di un "qualsiasi meccanismo che implichi una ristrutturazione automatica del debito pubblico".

"Siamo soddisfatti - la conclusione del Movimento 5 Stelle - per la risoluzione di maggioranza che prevede le modifiche richieste dal Movimento".

Il testo è passato alla Camera e sarà votato al Senato nel pomeriggio, dopo le comunicazioni del premier sul prossimo Consiglio europeo.

I risultati del voto alla Camera (Ansa - Di Meo)
I risultati del voto alla Camera (Ansa - Di Meo)

CONTE ALLE CAMERE - "Il Consiglio Europeo che si svolgerà domani e dopodomani a Bruxelles è il primo dopo il completamento delle nomine dei vertici delle Istituzioni europee - ha detto Conte aprendo il suo intervento alla Camera -. Le Istituzioni europee possono dunque iniziare a onorare l'impegno di realizzare 'buone politiche' per i cittadini europei e di fornire loro soluzioni, risposte, opportunità. Il rilancio della crescita e dell'occupazione, soprattutto giovanile, e la lotta al cambiamento climatico e il sostegno alla 'green economy' rappresentano obiettivi prioritari e necessitano di segnali forti e chiari da parte dell'Europa".

"La maggiore complessità politica emersa alle elezioni europee suggerisce una ancor maggiore coesione fra i Capi di Stato e di governo che compongono il Consiglio europeo - ha aggiunto -. Il governo italiano intende promuovere, in seno al Consiglio europeo, questo tipo di approccio nei confronti delle altre Istituzioni europee e una maggiore coesione fra i leader europei. Non è questo, nella famiglia europea, il tempo per dividersi o per lasciarsi dividere".

Il nostro Paese, ha concluso, "non ha nulla da temere anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati. Vero è che un dibattito portato avanti in modo molto confuso rischia di indurre il sospetto, nei mercati e nelle istituzioni internazionali, che siamo noi stessi a dubitare dell'impegno assunto di mantenere il debito su un sentiero di piena sostenibilità: questo sì che sarebbe un modo per danneggiare il risparmio degli italiani".

Giorgia Meloni (Ansa - Di Meo)
Giorgia Meloni (Ansa - Di Meo)

IL DIBATTITO - Dopo le comunicazioni di Conte è cominciato a Montecitorio un aspro dibattito, più volte sospeso dal presidente Roberto Fico per urla e interventi sopra le righe (come il leghista Dimitri Coin: "Al mattino, nonostante il Mes, vorrei svegliarmi nel letto con mia moglie e non con un burocrate sodomita").

"Se serve un fondo Salva Stati - ha scandito Giorgia Meloni - è perché la Bce non fa il suo lavoro e questo è colpa dei tedeschi, non dei sovranisti. Non ha senso spendere i soldi degli italiani per salvare le banche tedesche. Mi rispondete perché farlo? Trattare in termini di pacchetto, presidente Conte, chi glielo ha consigliato? Tafazzi?".

(Unioneonline/D)

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