ECONOMIA

la vertenza

Rwm, presidio dei lavoratori a Cagliari. A ottobre il tavolo col ministero

Gli operai di Domusnovas hanno organizzato un sit-in chiedendo rassicurazioni sul futuro dopo la sospensione delle licenze alle esportazioni di armi
la rwm di domusnovas (archivio l unione sarda)
La Rwm di Domusnovas (Archivio L'Unione Sarda)

Presidio di lavoratori Rwm a Cagliari, nel giorno del tavolo tra Regione, Confindustria, azienda e sindacati sul futuro dei circa 350 posti di lavoro nella fabbrica di Domusnovas.

L'azienda, che fa parte del gruppo tedesco Rheinmetall, nei giorni scorsi ha annunciato 160 esuberi a seguito alla sospensione delle licenze di esportazioni di armi verso l'Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

Gli operai e i rappresentanti sindacali sollecitano dunque chiarimenti in merito ai possibili ammortizzatori sociali, mentre la cosiddetta "riconversione", auspicata dai comitati pacifisti, sembra ancora lontana.

La richiesta che viene rivolta alle istituzioni è quella di far diventare la fabbrica strategica per l'industria bellica nazionale indipendentemente dalle esportazioni per il Medio Oriente.

Al termine dell'incontro in Regione, Villa Devoto ha diffuso una nota, dove si legge: "Abbiamo concordato col Ministero degli Esteri un incontro per il 4 ottobre alla Farnesina, dove chiederemo anche il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio per avviare un tavolo tecnico che consenta di fornire adeguate garanzie ai lavoratori sardi".

"E' una vertenza complessa da tutti i punti di vista - spiegano gli assessori regionali all'Industria e al Lavoro, Anita Pili ed Alessandra Zedda - anche sotto l'aspetto occupazionale, perché esistono diverse tipicità di contratti (i lavoratori diretti di Rwm, e quelli a tempo indeterminato e determinato delle agenzie interinali). La Regione è al fianco dei lavoratori e dell'impresa con l'obiettivo di trovare una possibile soluzione, ma siamo consapevoli che il percorso sia difficile. Comunque, si rende necessaria un'adeguata risposta dai Ministeri competenti".

(Unioneonline/l.f.)

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