ECONOMIA

Pensioni

Tutte le novità della manovra: ecco chi potrà lasciare il lavoro nel 2019

Cambiano le regole per andare in pensione con l'abolizione dei limiti della legge Fornero
da sinistra di maio conte e salvini (ansa)
Da sinistra: Di Maio, Conte e Salvini (Ansa)

Nel documento programmatico di Bilancio approvato l'altro ieri dal Consiglio dei ministri e che l'Italia (entro domani) dovrà presentare in Parlamento per l'approvazione entro il 31 dicembre 2018, ci sono delle importanti novità, tra queste quelle che riguardano le pensioni degli italiani. Obiettivo del governo, così come più volte rimarcato dal governo Lega-M5S - è smontare mattone per mattone la riforma Fornero introducendo la "quota 100" a partire da febbraio 2019, ma anche tagliare le cosiddette "pensioni d'oro".

Ma che cosa cambia esattamente?

- QUOTA 100: cavallo di battaglia della Lega, la nuova misura previdenziale consente di andare in pensione all'età di 62 anni purché si abbiano 38 anni di contributi (la somma fa appunto 100).

Il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quindi a 63, 64, 65 e 66 anni d'età la quota diventa rispettivamente 101 (63+38), 102, 103 e 104.

La "quota 100" permetterà di ritirarsi dal lavoro con un anticipo di 5 anni rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero, per la quale nel 2019 l'età pensionabile sarà aumentata a 67 anni (con 20 anni di contributi). La misura - secondo il governo - dovrebbe favorire chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e agevolare il ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione e nel privato;

- LE FINESTRE: arrivano quattro finestre di uscita annuali, una ogni tre mesi. Questo significa che coloro che raggiungeranno i requisiti entro il 31 marzo riceveranno la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà invece l’assegno a luglio, e così via;

- OPZIONE DONNA: per le donne il governo Lega-Cinquestelle ha deciso di prorogare l'opzione che permette alle lavoratrici con 58 anni di età, se dipendenti, o 59 anni di età, se autonome, e 35 anni di contributi versati, di andare in pensione anticipatamente. Il regime agevolato per le lavoratrici era stato introdotto con la riforma Maroni del 2004 ed era stato ripreso anche nella legge Fornero del 2011. Si può accedere al pensionamento anticipato solo se si accetta un sistema di calcolo esclusivamente di tipo contributivo;

- PENSIONI D'ORO: il governo interviene sulle pensioni oltre i 4.500 euro netti mensili, in modo da rimodulare i trattamenti pensionistici più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati;

- PENSIONE DI CITTADINANZA: le pensioni minime saranno aumentate fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è.

(Unioneonline/s.a.)

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