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Juncker: "Violente reazioni in altri Paesi se accettassimo la Manovra italiana"

Il presidente della Commissione europea: "Non possiamo permettere la violazione delle regole, le altre nazioni ci coprirebbero di insulti"
il presidente della commissione europea jean claude juncker con donald tusk presidente del consiglio europeo (ansa)
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con Donald Tusk presidente del Consiglio europeo (Ansa)

"Non abbiamo ancora messo in questione il bilancio dell'Italia. Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi della zona euro".

Così il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha nuovamente commentato la Manovra varata dal governo italiano e definitivamente approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri.

Dichiarazioni con cui il numero uno di Bruxelles ha voluto nuovamente esprimere assoluto scetticismo sulle misure inserite nella Legge di Bilancio che dunque rischia seriamente di non ottenere l'ok europeo, facendo scattare le relative procedure di infrazione.

Una presa di posizione, quella del presidente della Commissione, che non sarebbe comunue motivata, parole sue, da pregiudizi nel confronti dell'esecutivo giallo-verde.

Affermare "che io sarei contro l'Italia è un'idiozia. È una menzogna", ha detto Juncker. Aggiungendo: "Ho presieduto la conferenza intergovernativa nel 1991 che ci ha condotti verso il trattato di Maastricht e verso l'Unione economica e monetaria e ho fatto di tutto, quando c'erano delle resistenze molto forti in certi Stati membri, ad avere l'Italia come membro della zona euro fin dall'inizio".

Ancora: "Ero ministro delle Finanze allora: ho ricevuto i primi ministri e i ministri delle Finanze di almeno otto Paesi europei che non volevano l'Italia. E io ho sempre detto che non volevo l'euro, se l'Italia non era sulla linea di partenza".

Chiarito questo, Juncker ha però ribadito la sua perplessità nei confronti della Manovra, anche perché "in un contesto internazionale ogni governo che arriva deve rispettare la parola data" dai suoi predecessori". Inoltre, "se accettassimo dei dèrapages rispetto alle regole europee, è vero che in certi Paesi ciò avrebbe come conseguenza che saremmo coperti di insulti e di invettive".

Avvisando: "Senza l'Italia l'Europa non potrebbe sopravvivere".

(Unioneonline/l.f.)

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