OPINIONI - BARBARA SERRA

Barbara Serra
L'analisi

Il royal baby e la Brexit

N on c'e niente di meglio di un bel fiocco azzurro per rallegrare una famiglia. Sopratutto se la famiglia in questione è quella reale britannica, e ad aspettare la lieta notizia ci sono letteralmente milioni di persone in tutto il mondo. Per carità, anche un fiocco rosa sarebbe stato altrettanto lieto, ma con quello azzurro almeno evitiamo dibattiti accesi sul se dare il nome della nonna paterna alla bimba, visto che “Diana” risulterebbe sicuramente più ingombrante dei potenziali favoriti Arthur, James, Philip o Alexander.

Perciò congratulazioni a Harry e Meghan, Duca e Duchessa del Sussex, per l'arrivo del bebè conosciuto per ora come Baby Sussex. E anche congratulazioni ai direttori dei quotidiani britannici che sono riusciti a pubblicare inserti speciali di più di 20 pagine dedicate al nuovo Royal Baby con solo i dettagli del peso e orario di nascita, più la foto del neopapà Harry fiero e sorridente.

Si è parlato molto di come questa nascita abbia rotto con la tradizione, come d'altronde la coppia Sussex fa da quando si sono conosciuti. Ad aspettare il bebè di Meghan e Harry non c'erano centinaia di giornalisti e monarchici accampati fuori dalla Lindo Wing, l'ala privata del St Mary's Hospital di Paddington a Londra. Meghan aveva detto di voler partorire a casa, e si è rifiutata di farsi fotografare subito dopo il parto, come invece ha fatto tre volte la cognata Kate con neonato in braccio, la stanchezza e dolore mascherati da trucco, tacchi e messa in piega. (...)

SEGUE A PAGINA 11

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