Anche La Maddalena celebra il 25 Aprile. Come di consueto davanti al monumento eretto nel borgo di Moneta è stato reso omaggio a chi ha dato la vita per liberare l’Italia dal fascismo. 

La presidente dell’Anpi di La Maddalena e Palau, Annarosa Perrone, ha sottolineato che, proprio a La Maddalena, ebbe luogo «uno dei primi atti della resistenza italiana e l’unico in Sardegna» configurando «uno dei molteplici volti con cui la resistenza civile e militare si sarebbe mostrata, conducendoci nel novero dei Paesi liberi e democratici». Con la festa di Liberazione, ha ricordato, «si celebra la fine del partito fascista e della sua dittatura, la fine dell’occupazione nazista e la fine della Seconda guerra mondiale conseguente a quella dittatura».

Una corona d’alloro, benedetta dal parroco e cappellano di La Maddalena, don Umberto Deriu, è stata sistemata davanti al monumento che ricorda proprio i caduti della «Battaglia di La Maddalena», nella quale militari e civili, dopo una serie di scontri armati cacciarono i nazisti che avevano occupato, con un colpo di mano, la piazzaforte militare.

Il primo caduto di quella battaglia fu il marò, appena diciannovenne, Giuseppe Forma, di Sarule. E non a caso era presente il sindaco del paese nuorese Maurizio Sirca, il quale ha reso onore ai caduti, accanto alla vicesindaca di La Maddalena Federica Porcu e al delegato del presidio militare di La Maddalena, capitano di fregata Antonello Fresu.

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