Benefici da inserire nei sistemi incentivanti già applicati in azienda
Le agevolazioni su utili e azioni ai lavoratori funzionano quando si basano su indicatori trasparentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La legge Sbarra offre alle imprese una serie di strumenti che possono contribuire a rafforzare coinvolgimento, trasparenza e qualità delle decisioni. Perché siano efficaci, tuttavia, è necessario integrarli nei processi aziendali con un approccio graduale e coerente con le reali esigenze produttive.
Gli strumenti economico-finanziari rappresentano la leva più immediata. La possibilità di distribuire una quota degli utili o di assegnare azioni ai dipendenti, beneficiando di un regime fiscale agevolato, consente di valorizzare i risultati ottenuti e di collegare parte della retribuzione variabile agli obiettivi aziendali.
Questi meccanismi funzionano soprattutto quando si basano su indicatori trasparenti - qualità, produttività, performance di divisioni o reparti - e quando si inseriscono in modo armonico nei sistemi premianti esistenti. La partecipazione organizzativa offre invece un coinvolgimento più vicino ai processi di lavoro.
Le commissioni paritetiche previste dalla legge possono contribuire all’analisi degli impatti organizzativi legati a innovazioni tecnologiche, alla revisione dei turni, all’efficientamento dei flussi produttivi o alle iniziative di welfare. Il loro valore dipende dalla capacità di raccogliere punti di vista diversi e trasformarli in proposte operative.
Perché questo avvenga è fondamentale definire un mandato chiaro, stabilire tempi certi e prevedere un collegamento diretto con i responsabili delle funzioni coinvolte, così da favorire un effettivo utilizzo delle proposte nei processi interni.
Accanto a questi strumenti, la legge consente alle imprese di attivare momenti di confronto preventivo sulle decisioni più rilevanti. Pur non essendo vincolanti, tali momenti possono contribuire a ridurre incertezza e resistenze quando si affrontano riorganizzazioni, cambi di processo o introduzione di nuove tecnologie. Una comunicazione preventiva, accompagnata da dati chiari, permette infatti di gestire meglio le transizioni e di mantenere un clima aziendale più stabile.
In sintesi, la partecipazione funziona quando è costruita in modo coerente con l’identità dell’impresa e quando valorizza il contributo dei dipendenti senza irrigidire i processi decisionali. Un approccio graduale, iniziando dagli strumenti economici e organizzativi, permette di misurare benefici concreti in termini di clima interno, produttività e qualità delle decisioni. In un quadro che esce ulteriormente sostenuto dalla manovra di Bilancio 2026, questo può essere per molte imprese il momento opportuno per sperimentare modelli partecipativi capaci di rafforzare il rapporto tra persone e organizzazione.
Valentina Pomares
(Estratto da “Norme & Tributi Plus Fisco”, Il Sole 24 Ore, 26 gennaio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
