"Abbiamo cambiato il corso della storia: oggi il Parlamento ha espresso la volontà di riconoscere i diritti delle isole. Da questo momento in avanti la Sardegna e tutte le Isole d'Italia hanno gli stessi diritti, riconosciuti dallo Stato, e la possibilità di avviare quel cambiamento necessario per superare gli handicap che fino a oggi ne hanno frenato lo sviluppo". Queste le parole di Michele Cossa, presidente della Commissione speciale per l’insularità e del Comitato promotore per l’insularità in Costituzione dopo il via libera della Camera che riconosce il principio e lo inserisce nella Carta fondamentale della Repubblica. "Ci aspetta ora un grande lavoro – aggiunge - affinché il principio di insularità in Costituzione venga declinato al meglio e porti a un reale giovamento per la Sardegna. Ora toccherà a noi far valere nei confronti dello Stato e, a catena dell'Unione Europea, le opportunità offerte dall'affermazione di questo principio".

Il senatore Gianni Marilotti (Pd) ha ribadito la soddisfazione per questo risultato, che “è ancor più grande perché nonostante le scosse politiche che hanno causato la caduta del governo, abbiamo finalmente stabilito il superamento delle diseguaglianze e dei disagi dovuti alla separazione territoriale tra le isole e il resto del Paese".

"L'approvazione della proposta di legge popolare, per cui sono state raccolte ben 200mila firme, volta a modificare l'articolo 119 della Costituzione è il frutto di un lungo lavoro di squadra serio e trasversale che ha permesso di prendere atto di un annoso svantaggio che interessa milioni di italiani e che questa legge contribuirà a sanare in via definitiva. Purtroppo - prosegue Marilotti - uno degli effetti del riconoscimento dell'insularità sarebbe stato il riconoscimento dello stato di emergenza della Portovesme srl, colpita in modo drammatico dai costi energetici e dalla mancanza di una rete metaniera in Sardegna. Una grave situazione che difficilmente, dopo la disastrosa crisi di governo irresponsabilmente provocata da Lega, FI e M5S, potrà essere sanata dal decreto infrastrutture per lo scioglimento anticipato delle Camere”.

Di battaglia storica parla, in una nota, anche Dario Giagoni (Lega): “Da anni la Sardegna, così com’anche la Sicilia, chiede di superare le difficoltà e le diseconomie con cui deve fare i conti, da anni si chiede di avere le stesse prospettive di crescita e sviluppo di ogni altro territorio intervenendo concretamente sui trasporti, le infrastrutture e l’energia. Un’attesa finalmente giunta al termine che, soprattutto come componente della commissione consiliare speciale per il riconoscimento dell’insularità, mi rende orgoglioso. Con la riforma, nell'articolo 119 della Costituzione, si inserisce un elemento che riconoscendo le peculiarità e particolarità derivanti dalla condizione geografica si pone l’obiettivo di garantire un reale principio di parità tra le regioni”.

Poi i ringraziamenti agli esponenti del suo partito a livello nazionale “che hanno sposato, appoggiato e fatto propria questa battaglia chiedendo a gran voce che l’approvazione definitiva di tale riconoscimento avvenisse immediatamente prima della fine dei lavori di questa legislatura”. E “un grazie speciale al caro Roberto Frongia, presidente dei Riformatori sardi scomparso nel dicembre del 2020, che con passione e consapevolezza ha portato avanti una proposta trasversale volta a far sì che la nostra isola potesse giovare delle medesime opportunità di ogni altra in Italia. In ultimo, ma non per importanza, grazie a tutti i cittadini che con la loro firma hanno consentito di portare avanti la proposta di legge di iniziativa popolare che ci ha consentito oggi di apportare una modifica fondamentale alla nostra Costituzione. Ognuno di loro oggi, con quella firma, ha scritto la storia o, per meglio dire, ha contribuito a cambiare la storia futura di una terra, la Sardegna, che tanto merita”.

(Archivio L'Unione Sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)

“Abbiamo votato: sì al riconoscimento del principio di insularità in costituzione. La crisi di governo, lo scioglimento delle camere e le elezioni politiche del prossimo 25 settembre non ci hanno distolto l’attenzione dalle priorità e dai problemi urgenti – dice Paola Deiana, deputata di Insieme per il Futuro – . Con lo sguardo rivolto al futuro abbiamo approvato una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare che consentirà a Sardegna e Sicilia di superare le difficoltà e gli svantaggi legate all’essere isole. un voto storico, che ci unisce. Una battaglia che dopo lunghi anni vede finalmente la giusta conclusione”. 

“È stata fondamentale la battaglia dei popoli sardo, siciliano e delle altre isole, con la Sardegna protagonista, che hanno contribuito a raccogliere le firme incrociando il sentimento popolare con la disponibilità parlamentare, che è stata centrale”, ha detto in Aula Romina Mura (Pd), presidente della commissione Lavoro, nel suo intervento condiviso dai colleghi sardi Gavino Manca e Andrea Frailis.
L’attuale formulazione dell’articolo 119, per la parlamentare “rappresenta il riconoscimento di una situazione geografica, sociale ed economica peculiare e inserisce nel dibattito politico l’insularità, che diventa il parametro base per individuare poi i livelli essenziali di prestazione, per perequare e definire i fabbisogni standard dei territori e destinare le risorse necessarie”.
Sottolineando “le disuguaglianze che nell’Italia insulare sono tremende”, Mura ha spiegato che “attraverso il principio di insularità si può rilanciare il meccanismo pattizio che sta alla base del rapporto tra lo Stato e le Regioni speciali”, precisando che “il ruolo delle Autonomie speciali che deve essere rivisto e ampliato”.

"L'insularità è un risultato che viene dal basso, un risultato di tutto il popolo sardo e di tutti cittadini". Così Alessandra Todde, vice ministro al Mise e vicepresidente del M5s. "Proprio per questo, visto che stiamo entrando in campagna elettorale - conclude - è importante sottolineare quanto il tema dell'insularità non sia spendibile solo da alcuni".

Giuseppe Luigi Cucca, vicepresidente di Italia Viva in Senato, ha diramato una nota in cui scrive: "L'approvazione di oggi alla Camera della modifica costituzionale che prevede il riconoscimento della condizione di insularità per la Sardegna costituisce una svolta storica per lo sviluppo dell'Isola. Sia dal punto di vista economico che sociale, comporterà un cambiamento reale nella vita dei cittadini perché saranno riconosciute e compensate le situazioni di svantaggio determinate dalla natura di isola. Una battaglia che ho combattuto per anni insieme a tanti colleghi e che oggi, finalmente, possiamo dire vinta".

"Vogliamo essere cittadini europei e avere pari opportunità. Questa libertà per noi significa la possibilità di scegliere di mettere su casa in Sardegna, di fare una famiglia in Sardegna, di avere il nostro lavoro, che ci dia la possibilità di vivere in modo dignitoso e di dare il nostro contributo alla società. Vogliamo essere liberi di scegliere anche di vivere nelle zone interne, con adeguate garanzie in termini di tutela della salute, di tutela del lavoro". Queste le parole del deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci, che ha aggiunto: “Vogliamo essere liberi di mandare i nostri ragazzi a studiare dove ritengono, perché abbiamo veramente tantissime intelligenze che si sono formate e hanno fatto un percorso come cittadini del mondo, ma poi vorremmo che fossero liberi di tornare in Sardegna a dare il loro contributo. Perché questo accada ci devono essere delle condizioni di base. È l'insularità il nodo che ci penalizza e che crea una serie di svantaggi strutturali, che sono banali da comprendere. Se pensiamo alla continuità territoriale, avevamo ottenuto un risultato straordinariamente importante perché potevano venire in Sardegna, allo stesso prezzo e con le stesse condizioni, il sardo, i residenti, i nostri fratelli emigrati ma anche gli altri italiani e anche gli altri cittadini del mondo, perché avevamo la tariffa unica. Oggi, per un'interpretazione restrittiva, non per un cambio di quadro normativo dell'Europa, questo diritto ci è stato negato. Noi non chiediamo assistenza - badate bene -, non siamo qui ad autocommiserarci, a porgere la mano e a dire: 'per favore aiutateci' Noi vi diciamo: 'per favore, dateci la possibilità di dare il nostro contributo'; vedrete che sarà un contributo costruttivo e prezioso per mandare avanti, in un momento di grande difficoltà, l'intero Paese".

"La sintonia tra i parlamentari di Sardegna e Sicilia ha consentito di portare a termine un percorso complesso in tempi brevi, evitando che lo scioglimento anticipato delle Camere vanificasse il grande lavoro svolto in questa legislatura. Da qui si dovrà partire per eliminare definitivamente, con atti concreti, la condizione di svantaggio rispetto al "continente" che tuttora affligge le popolazioni delle nostre isole. Italia Viva c’è e farà la sua parte”, ha ribadito il deputato Nardo Marino.

Durante la conferenza stampa della Commissione, in cui è stato sottolineato, tra gli altri l’impegno di Maria Antonietta Mongiu, “che ha dato uno spessore di alto rilievo alla battaglia”, ha parlato brevemente la relatrice Roberta Alaimo (M5s), che ha definito “complicato” il percorso per arrivare al risultato di oggi “tra pandemia e cambi di governo”, ma “è bello – ha commentato – che i senatori, i deputati, e tutti i gruppi siano stati uniti. Nonostante lo scioglimento delle Camere, tutti sono stati d’accordo per far approvare questa modifica costituzionale. L’impegno sarà già nella prossima legge di bilancio per fare in modo che i fondi vengano stanziati per far sì che tutti gli isolani vengano considerati uguali. Il governo, qualunque sia quello che verrà, deve essere pronto a proseguire su questa strada”.

All’incontro stampa, tra i tanti interventi, quello di Massimo Fantola: “Se prendiamo esempio da quello che abbiamo fatto oggi, possiamo raggiungere tanti traguardi, dall’inizio alla fine”.

(Unioneonline/s.s.)

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