Per il Cagliari è di nuovo campionato. I rossoblù tornano oggi di scena alla Domus e – per la terza giornata di Serie A – il calendario propone il Lecce.

Non è ancora una sfida da dentro o fuori, ma i tre punti avrebbero un peso importante dopo il successo di Parma e la sconfitta (arrivata al termine di un secondo tempo comunque di livello) contro l’Inter. Va detto subito: bisogna conquistare la vittoria. Non foss’altro perché permetterebbe al gruppo di Fabio Pisacane di affrontare i prossimi impegni con maggiore fiducia.
Dall’altra parte ci saranno i giallorossi di Eusebio Di Francesco, un nome che a Cagliari porta con sé ricordi difficili. Il match, però, impone un’attenzione particolare anche per quel che è accaduto nella scorsa stagione. Proprio alla Domus, infatti, il Lecce riuscì a conquistare tre punti che ne favorirono il rilancio nella corsa alla salvezza quando la situazione sembrava compromessa. Un precedente che deve bastare per evitare cali di concentrazione e per spingere i rossoblù a dare una risposta chiara dopo l’opaca prestazione in Coppa Italia contro il Verona, costata la qualificazione.

È comunque troppo presto per trarre conclusioni sul nuovo Cagliari come – soprattutto sui social – si diletta a fare parte della tifoseria. La squadra sta ancora cercando equilibrio e identità e sarà il campo, nelle prossime settimane, a fornire indicazioni più precise. Lo stesso vale per il mercato e per alcuni giudizi fin troppo affrettati.

Basti pensare a Zappa: oggi molti ne rimpiangono la partenza, dopo anni in cui è stato spesso bersaglio di critiche feroci. Una contraddizione che accompagna il calcio, ma che invece dovrebbe invitare a valutare con maggiore equilibrio giocatori e prestazioni. Lo stesso approccio – ma per ragioni tendenti all’oblìo – servirebbe per chiudere definitivamente il caso Esposito. Anche i nuovi arrivi di Nzola e Carlos sono già stati definiti dei ripieghi. È vero che si tratta di scommesse ma, senza un riscontro nel rettangolo verde, non possono essere bollati come un azzardo. La squadra, in ogni caso, può contare su giocatori come Romano, Obert, Fazzini, Mina e Caprile: insomma, c’è il tanto per dormire sonni sufficientemente sereni. In un mercato senza operazioni capaci di cambiare gli equilibri, formule come il diritto di riscatto possono avere una precisa funzione. Permettono infatti di valutare i calciatori e distribuire gli investimenti senza fare il passo più lungo della gamba. Ora, però, tocca al campo. E – contro il Lecce – il Cagliari ha l’occasione per compiere un altro passo nel percorso che ha appena iniziato.

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