Dopo l'attacco a Papa Leone, Trump se la prende anche con la Meloni. «Mi sbagliavo su di lei, sono scioccato: credevo avesse coraggio, invece non vuole aiutarci sull'Iran», ha affermato il presidente Usa dopo che la premier ha definito «inaccettabili» le parole del tycoon contro il Pontefice. «È lei che è inaccettabile», la risposta del presidente statunitense, «perché non le importa se l’Iran a un’arma nucleare e che farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti».

Dopo lo scontro, Meloni ha ricevuto la solidarietà di maggioranza e Pd, con la segretaria Schlein che in aula alla Camera ha sottolineato con forza quanto «qui siamo tutti avversari politici ma tutte e tutti cittadini italiani, e non accettiamo attacchi né minacce dai governi di altri paesi». La presidente del Consiglio questo pomeriggio riceverà Zelensky a Palazzo Chigi.

Intanto per Usa e Iran si avvicina un nuovo round di colloqui. «Potrebbero riprendere nei prossimi due giorni ma stiamo pensando a un altro luogo che non sia il Pakistan», ha annunciato Trump assicurando che «la guerra è quasi finita». Secondo il Wall Street Journal sono otto le petroliere legate all’Iran costrette dagli americani a invertire la rotta dal 13 aprile, data in cui è entrato in vigore il blocco navale imposto da Washington nello Stretto. Tutte le petroliere avrebbero rispettato le istruzioni.

Nella disperata corsa contro il tempo per trovare un punto d’incontro, è scesa in campo anche la Cina, con 4 punti per la pace. Putin sarà a Pechino entro la metà di quest'anno, annuncia Lavrov. Colloqui "costruttivi" tra Israele e Libano a Washington sulla tregua: sì all'avvio di negoziati diretti, con data e luogo da stabilire. Il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum con lo Stato ebraico per la collaborazione nella difesa.

(Unioneonline)

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