Trump all’Iran: «Aprite Hormuz o colpiremo le centrali elettriche». Missili di Teheran su Israele, un centinaio di feriti
Il presidente Usa contro Herzog: ««Bugiardo e patetico, non ha concesso grazia a Netanyahu». Proseguono i raid Idf e gli attacchi ai Paesi del GolfoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Se l'Iran non aprirà completamente, senza minacce, lo Stretto di Hormuz entro 48 ore gli Stati Uniti colpiranno e annienteranno le loro varie centrali elettriche, iniziando dalla più grande!». È l'ultimatum di Donald Trump a Teheran affidato ad un post su Truth.
Ma dall'Iran non si fa attendere la replica: «Prenderemo di mira tutte le infrastrutture energetiche, informatiche e di desalinizzazione dell'acqua appartenenti agli Usa e al regime». I pasdaran iraniani hanno anche posto sei condizioni per mettere fine alla guerra, tra le quali la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento al governo di Teheran.
Intanto, non si fermano i raid: l'Idf continua ad attaccare il territorio iraniano, mentre la Repubblica islamica lancia missili verso Israele e bersaglia obiettivi nei Paesi del Golfo.
Le notizie di domenica 22 marzo 2026:
Ore 23.06 – Nuovo attacco missilistico Iran verso il centro di Israele
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico proveniente dall'Iran. Si prevede che le sirene d'allarme risuoneranno nel centro di Israele nei prossimi minuti. Lo scrive il Times of Israel.
Ore 22.24 – Idf: «Sette soldati feriti nel Libano e nel nord di Israele»
Sette soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti leggermente feriti in una serie di incidenti avvenuti oggi nel Libano meridionale e nel nord di Israele, secondo quanto riferito dall'esercito. Lo riporta The Times of Israel.
Ore 20.51 – Kallas sente i ministri degli Esteri di Iran, Turchia e Qatar
L'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha tenuto oggi colloqui separati con i suoi omologhi di Turchia, Qatar e Corea del Sud sulla guerra in Medio Oriente, gli attacchi alle infrastrutture energetiche e sull'urgente necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo rendono fonti Ue sottolineando come Kallas ha anche parlato con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. «Questi colloqui fanno parte degli sforzi continui dell'Ue per esplorare vie diplomatiche per andare avanti. Nuove minacce di attacco alle infrastrutture civili critiche rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre», spiegano le fonti.
Ore 19.17 – Trump contro Herzog: «Bugiardo e patetico, non ha concesso grazia a Netanyahu»
Donald Trump ha attaccato duramente il presidente israeliano Isaac Herzog, definendolo «un bugiardo, debole e patetico» per non aver concesso la grazia a Benjamin Netanyahu. In un'intervista all'israeliano Channel 14, il presidente americano ha sostenuto che Herzog aveva accettato di perdonare il premier israeliano «ma non lo ha mai fatto». «È una persona debole e un uomo patetico per non averlo fatto. Non è un leader», ha attaccato il tycoon, «Bibi dovrebbe concentrarsi sulla guerra, non su queste sciocchezze».
Ore 18.37 – «Privi di protezione»: proteste in Cisgiordania per donne uccise da missile
Profondo risentimento tra gli abitanti della Cisgiordania in seguito alla morte tra ieri sera e questa mattina di quattro donne colpite da un missile a frammentazione lanciato dall'Iran mentre erano in un centro estetico. I residenti, come riferisce il quotidiano Al Quds, contestano il fatto che i loro villaggi e le loro città siano diventati teatro di scontri indiretti ma sono privi delle più elementari misure di protezione civile. I residenti hanno criticato l'assenza di sistemi di allarme precoce in grado di avvisarli prima della caduta di ordigni esplosivi, sottolineando come la mancanza di sirene aggravi il numero delle vittime a causa dell'impreparazione ad affrontare le emergenze. Nella maggior parte delle aree della Cisgiordania, le infrastrutture sono gravemente inadeguate e gli edifici residenziali non sono in grado di resistere alle schegge o alle esplosioni nelle vicinanze. Gli abitanti lamentano inoltre la totale assenza di rifugi pubblici o stanze fortificate, il che rende i civili direttamente vulnerabili a qualsiasi escalation militare nella zona, come ha tragicamente dimostrato la morte delle quattro donne palestinesi di Beit Awa, vicino a Hebron.
Ore 14.50 – Ancora missili dall’Iran verso Israele
L'emittente statale iraniana Irib riferisce che è iniziata una nuova ondata di attacchi missilistici contro Israele. Lo scrive la Bbc precisando che la notizia è confermata dall'Idf. L'esercito israeliano afferma di essere al lavoro per intercettare la minaccia e che è stato inviato un allarme preventivo ai telefoni cellulari nelle zone interessate.
Ore 14.30 – Axios: «Possibili negoziati Usa-Iran a condizioni molto rigide»
Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l'Iran su ordine del presidente. Lo riferiscono ad Axios. Negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti. Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l'Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell'arricchimento dell'uranio.
Ore 14.09 – Verso Israele 400 missili iraniani: 92% intercettato
L'Iran ha lanciato verso Israele più di 400 missili balistici dall'inizio degli attacchi israelo-statunitensi di fine febbraio: lo ha riferito un portavoce dell'esercito israeliano (Idf), aggiungendo che il 92% è stato intercettato.
Ore 13.52 – Voli, le compagnie hanno perso 53 miliardi
Le 20 maggiori compagnie aeree quotate in borsa a livello mondiale hanno perso circa 53 miliardi di dollari di valore dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio. Lo
scrive il Financial Times.
Ore 12.46 – Netanyahu: «Iran ora può colpire anche l’Europa»
«Se volete la prova che l'Iran mette in pericolo il mondo intero, le ultime 48 ore ve l'hanno fornita». Lo ha detto il il premier israeliano Benjamin Netanyahu. «Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia. Si tratta di una gittata di 4.000 chilometri. L'ho sempre detto. Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell'Europa». E ancora: «Di quali altre prove avete bisogno per convincervi che questo regime, che minaccia il mondo intero, debba essere fermato?».
Ore 12.27 – Il Papa: «Sgomento per la guerra in Medioriente»
«Continuo a seguire con sgomento le guerre in Medio Oriente e altre parti del mondo. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alle sofferenza delle persone, vittime inermi di questo conflitto. La morte e il dolore provocati a persone innocenti sono uno scandalo per l’umanità e un grido di fronte a Dio». Lo ha detto papa Leone XIV nel corso dell’Angelus rinnovando la richiesta «di perseverare nella preghiera perché cessino le ostilità e sia rispettata la dignità di ogni persona umana».
Ore 11.40 – «Per transito dallo Stretto di Hormuz pedaggio da 2 milioni di dollari»
Alcune delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono soggette al pagamento di una "tassa di 2 milioni di dollari": lo ha sostenuto il deputato iraniano Alaeddin Boroujrdi alla tv di Stato iraniana, riferisce la Bbc. Nello Stretto si sta imponendo un "nuovo regime di governo" e "la guerra ha dei costi", ha detto il politico, aggiungendo che ciò dimostra "l'autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell'Iran".
Ore 11 – Missili iraniani verso Israele
Sirene d'allarme nel centro di Israele a seguito di un attacco missilistico iraniano. Gli allarmi sono concentrati principalmente intorno a Tel Aviv e alle aree a nord e a est della città. Lo scrive il
Times of Israel.
Ore 10.20 – Sottomarino inglese nel Mar Arabico
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, un sottomarino a propulsione nucleare della Royal Navy è stato schierato nel Mar Arabico. L'Hms Anson, equipaggiato con missili Tomahawk, ha lasciato Perth, nell'Australia occidentale, il 6 marzo e si ritiene che si stia posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico.
Ore 10 – Iran: «Sei condizioni per finire la guerra»
L'Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all'Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran, l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran.
Ore 9.30 – Baghdad, razzi e droni su centro Usa in aeroporto
Otto attacchi notturni hanno preso di mira un centro diplomatico e logistico statunitense all'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riferisce un funzionario della sicurezza iracheno precisando che gli attacchi "sferrati fino all'alba con razzi e droni, hanno preso di mira il centro statunitense", e che "alcuni razzi sono caduti nei pressi della base". Una fonte della polizia ha riferito che è stato rinvenuto un lanciarazzi in un quartiere di Baghdad vicino all'aeroporto.
Ore 9 – Iran: «Raid Usa su siti energia? Dite addio all’elettricità in tutta la regione»
Dopo l'ultimatum di Donald Trump alla Repubblica Islamica, l'agenzia di stampa iraniana Mehr ha minacciato che anche un attacco limitato alle infrastrutture elettriche iraniane farebbe precipitare l'intera regione nell'oscurità. "Dite addio all'elettricità", ha scritto l'organo di informazione affiliato allo Stato, affermando che "con il minimo attacco" alle infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, "l'intera regione piomberà nell'oscurità". Mehr ha anche pubblicato una mappa delle principali centrali elettriche nei Paesi del Golfo Persico, inclusi siti negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Qatar e in Kuwait, affermando che dal 70% all'80% delle principali centrali elettriche della regione sono costruite lungo la costa del Golfo Persico e si trovano nel raggio d'azione dei missili iraniani.
Ore 8.30 – Attacco Hezbollah in Israele: una vittima
Una persona è rimasta uccisa in un presunto attacco di Hezbollah nella comunità israeliana di confine settentrionale di Misgav Am, vicino alla Blu Line che divide Israele dal Libano. L’attacco dal Libano sarebbe stato effettuato con missili anticarro.
Ore 7.10 – Idf, nuova offensiva in Iran e Libano
Le Forze di Difesa Israeliane hanno condotto nella notte nuovi attacchi «contro obiettivi del regime iraniano nel cuore di Teheran». Offensiva anche in Libano: «I soldati dell'Idf hanno eliminato più di dieci terroristi di Hezbollah che rappresentavano una minaccia immediata per le nostre forze». È quanto hanno comunicato le stesse forze armate israeliane attraverso i loro canali.
Ore 6.50 – Raid Iran sui Paesi sui Paesi del Golfo
Tre missili balistici sono stati identificati nell'area di Riad, in Arabia Saudita. Lo ha annunciato il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita spiegando che «un missile è stato intercettato, mentre altri due sono caduti in un'area disabitata». Allarme nella notte anche negli Emirati Arabi: «Le nostre difese aeree - ha spiegato il ministero della Difesa del Paese in una nota - stanno rispondendo alle minacce missilistiche e di droni in arrivo dall'Iran».
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(Unioneonline)
