Keir Starmer si dimette: per il Regno Unito settimo premier in dieci anni, in pole Andy Burnham
Il leader laburista travolto dall’impopolarità: in Uk un livello di instabilità politica senza precedenti, coincide con la Brexit di cui domani ricorre il decimo anniversarioKeir Starmer (Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro in un atteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street.
L'uscita di scena Starmer, travolto dall'impopolarità e dal crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham. Starmer resterà in carica sino a luglio, quando verrà scelto il nuovo premier.
A imrpimere un’accelerazione alla svolta, che era attesa, è stata la vittoria del suo rivale all’interno del partito laburista Andy Burnham, che si è imposto in un’elezione suppletiva facendo il suo ingresso in Parlamento.
Venerdì il Primo ministro aveva annunciato di voler lottare per restare in carica, ma la pressione nei suoi confronti ha continuato a crescere.
Anche il presidente americano, Donald Trump ieri aveva dato per imminenti le dimissioni del leader laburista, criticandolo ( «Ha fallito clamorosamente su due questioni fondamentali: immigrazione ed energia») e augurandogli "il meglio".
A segnare il destino di Keir Starmer non sono solo la sua impopolarità record, le critiche raccolte alla testa del governo nei due anni scarsi trascorsi dalla vittoria alle elezioni politiche del luglio 2024 su temi chiave come l'economia, il welfare, la difesa o l'immigrazione, lo scandalo della nomina ad ambasciatore negli Usa di lord Peter Mandelson (amico del defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein), o la debacle storica subita dai laburisti alle amministrative del 7 maggio.
L’accelerazione decisiva, dicevamo, l’ha impressa l’arrivo in Parlamento del popolarissimo Andy Burnham, compagno e rivale di partito schierato su posizioni più progressiste, che ha conquistato il seggio di deputato alla Camera dei Comuni nel voto suppletivo della settimana scorsa di Makerfield rovesciando l'ascesa della destra trumpiana anti-migranti di Reform Uk di Nigel Farage e i sondaggi che lo davano per sconfitto.
Per il Regno Unito, dunque, arriverà il settimo primo ministro in dieci anni. Proprio dalla Brexit, di cui domani ricorre il decimo anniversario: un livello di instabilità politica senza precedenti nella storia moderna del Paese.
(Unioneonline)
