Trump: «Accordo su 15 punti, l'Iran ha accettato di non avere l'atomica». Teheran: «Fake news»
Dopo l’ultimatum il presidente Usa frena. Si infiamma ancora il fronte del Libano, a Hormuz resta il blocco della navigazione(Ansa)
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A oltre venti giorni dalla guerra scatenata dagli Usa e Israele, Donald Trump ha detto che l'Iran ha accettato di non avere l'arma nucleare e «un accordo su 15 punti».
Teheran nega («Nessun colloquio») ma dopo che sabato sera il presidente americano aveva lanciato un ultimatum all’Iran, minacciando di «colpire e annientare» le centrali elettriche iraniane se la Repubblica islamica «non aprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore», oggi è lui stesso a frenare parlando di «un accordo su quindici punti», di «colloqui molto buoni», di «attacchi rinviati per cinque giorni».
A Hormuz intanto resta il blocco della navigazione, nonostante le smentite dell'Iran che intanto pensa a imporre una tassa di 2 milioni di dollari alle imbarcazioni in transito mentre sugli altri fronti si contano decide di feriti per i raid su Dimona e Arad, in Israele. E in Libano, l'annuncio dell'Idf di voler intensificare le operazioni terrestri «mirate» fa seguito ai raid sui ponti del sud, in particolare quello che ha distrutto uno snodo strategico tra Tiro e Sidone. Attacchi, ha lanciato l'allarme il presidente libanese Joseph Aoun, che rappresentano «una pericolosa escalation» e «un preludio a un'invasione di terra».
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La diretta del 23 marzo:
Ore 20.45 – Netanyahu convoca una riunione di coalizione urgente
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato i leader della coalizione "per una discussione urgente che si terrà entro la prossima ora". Lo riferisce Ynet, sottolineando che non è stato comunicato l'oggetto della riunione, ma che i partecipanti presumono riguardi i negoziati tra Usa e Iran per un possibile accordo.
Ore 20.25 – Idf, colpito il quartier generale di sicurezza dei pasdaran a Teheran
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato di aver colpito il "quartier generale principale della sicurezza" del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nell'ambito di una "ondata di attacchi conclusasi poco fa nel cuore di Teheran". Lo riporta il Guardian. "Il quartier generale veniva utilizzato dall'Irgc per coordinare le attività delle unità e per condurre valutazioni della situazione. Era inoltre responsabile del comando dei battaglioni Basij", ha dichiarato l'Idf in un comunicato.
Ore 20 – Netanyahu chiamò Trump poco prima dell'attacco e spinse per colpire Khamenei
Meno di 48 ore prima dell'inizio dell'attacco israelo-americano all'Iran, Benyamin Netanyahu ha parlato al telefono con Donald Trump riguardo alle ragioni per lanciare la guerra, e sostenne che non ci sarebbe mai stata un'occasione migliore per uccidere Ali Khamenei e vendicare i precedenti tentativi iraniani di assassinare Trump. Lo scrive Reuters online citando tre persone informate sulla telefonata. Secondo quanto riferito, al momento della telefonata, Trump aveva già approvato l'idea di un'operazione militare statunitense contro l'Iran, ma non aveva ancora deciso quando o in quali circostanze gli Stati Uniti sarebbero intervenuti. Le tre fonti informate sulla telefonata hanno affermato di ritenere che essa, insieme alle informazioni di intelligence che indicavano una finestra di opportunità sempre più ristretta per eliminare il leader iraniano, sia stata un catalizzatore per la decisione finale di Trump di ordinare, il 27 febbraio, l'avvio dell'Operazione Epic Fury.
Ore 18.53 – Attacchi Idf in Libano, condanna dalla Lega Araba
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha condannato i continui attacchi israeliani contro il Libano, mirati a infrastrutture e ponti. Li considera - si legge in una nota - "una flagrante violazione della sovranità, della sicurezza e della stabilità del Libano, nonché una chiara violazione del diritto internazionale".
Ore 18.10 – Spionaggio, Londra convoca l’ambasciatore Iran
Il governo britannico di Keir Starmer ha convocato al Foreign Office l'ambasciatore dell'Iran a Londra per elevare una protesta formale contro "le attività destabilizzanti" e di spionaggio attribuite a Teheran nel Regno Unito. La convocazione segue il recente arresto di un cittadino iraniano accusato di tentata intrusione assieme a una donna nella base navale di Faslane, dove sono di stanza i sottomarini nucleari della Royal Navy.
Ore 17.45 – Trump: «Abbiamo eliminato tutto ciò che c’era da eliminare»
In Iran «abbiamo eliminato tutto ciò che c’era da eliminare». Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, parlando da Memphis. «Abbiamo distrutto il regime iraniano, non ci minaccia più», ha aggiunto Trump ribadendo che gli Stati Uniti «hanno ucciso tutti i leader dell'Iran» e che sono iniziati «buoni colloqui» con Teheran.
Ore 17.12 – Iran: «Colloqui con gli Usa? Fake news»
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha confermato la dichiarazione del ministero degli Esteri secondo cui l'Iran non ha avuto colloqui con gli Stati Uniti. «Non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti e le fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele», ha scritto su X. L'Iran esige "«una punizione completa e severa per gli aggressori», ha affermato il portavoce in un secondo messaggio.
Ore 16.02 – «Possibile incontro Usa-Iran in Pakistan»
I paesi che stanno mediando fra Stati Uniti e Iran stanno cercando di organizzare un incontro in settimana a Islamabad fra il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e altri funzionari di Teheran con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta Axios, sottolineando che anche il vice presidente JD Vance potrebbe essere all'incontro.
Ore 15.25 – Trump: «In corso un cambio di regime in Iran»
Donald Trump ha sostenuto, parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis, che in Iran è in corso un cambio di regime. Il presidente ha poi ribadito che gli Stati Uniti e Israele «hanno eliminato la leadership» di Teheran.
Ore 15.10 – Trump: «Accordo su 15 punti, l'Iran ha accettato di non avere l'atomica»
Donald Trump ha detto che l'Iran ha accettato di non avere l'arma nucleare. Parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis il presidente ha inoltre precisato che è stato trovato l'accordo con Teheran su 15 punti, tra i quali appunto l'arma atomica.
Ore 15 – Trump: «In Iran parliamo con una figura di vertice, non con la guida suprema»
Gli Stati Uniti stanno parlando con la «persona più importante» in Iran, ma non è la Guida suprema. Lo ha detto Donald Trump.
Ore 13.40 – Media Iran: «Non sono in corso colloqui con gli Usa»
L'agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte, afferma che non ci sarebbero comunicazioni dirette o indirette con gli Stati Uniti dopo che Donald Trump ha parlato di negoziati «molto positivi». Fars, ripresa da Reuters on line, ha anche affermato che Trump ha fatto marcia indietro sull'idea di colpire le centrali elettriche iraniane dopo che l'Iran aveva minacciato di colpire a sua volta le centrali elettriche in tutto il Medio oriente.
Ore 12.30 – Trump: «Gli Usa rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni»
Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui «molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni». Lo afferma Donald Trump su Truth. «Sulla base del tenore e del tono di questi colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che continueranno per tutta la settimana» con Teheran, «ho dato istruzioni al dipartimento della guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, a condizione che gli incontri e le discussioni in corso abbiano esito positivo».
Ore 12 – La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro
La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell'Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell'equipaggio.
Ore 11:40 – Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: Iran e gruppi collegati potrebbero colpirvi
Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un "avviso a livello mondiale" rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l'Iran. «I gruppi che sostengono l'Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all'estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo».
Ore 11:15 – Cremlino: «Attacchi ai siti nucleari in Iran avrebbero conseguenze irreparabili
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia ritiene che eventuali attacchi contro infrastrutture nucleari iraniane potrebbero avere conseguenze irreparabili. «Consideriamo gli attacchi contro impianti nucleari potenzialmente estremamente pericolosi e in grado di provocare conseguenze irreparabili. Per questo motivo, la parte russa, assumendo una posizione di grande responsabilità su questo tema, ha ripetutamente espresso le proprie preoccupazioni», ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Tass.
Ore 9:50 – Teheran: «Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico»
Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l'intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. «Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti», si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. «In tal caso, l'intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz», afferma Teheran.
Ore 8 - Israele: «Attacco israeliano su vasta scala contro infrastrutture Teheran»
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno avviato una vasta ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran. Poco prima, l'Idf su Telegram aveva fatto sapere di avere identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono entrati in funzione per intercettare la minaccia.
Ore 7 – Telefonata Trump-Starmer: «Essenziale la riapertura di Hormuz»
Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono sentiti telefonicamente nella tarda serata di ieri, domenica. Un portavoce di Downing Street ha dichiarato: «I due leader hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente e, in particolare, della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale. Hanno concordato che la riapertura dello Stretto di Hormuz è essenziale per garantire la stabilità del mercato energetico globale. Hanno concordato di risentirsi presto».
(Unioneonline)
