I francesi tornano alle urne oggi per votare i poco più di 500 seggi ancora da assegnare dopo il primo turno che ha già eletto 76 deputati.

49,3 milioni sono gli aventi diritto, possono andare ai seggi dalle 8 alle 20, ma l'orario di chiusura varia da un comune all'altro, tra le ore 18 e le 20.

Nessun risultato, a parte quelli relativi alle astensioni, potrà essere comunicato prima della chiusura dell'ultimo seggio elettorale (alle 20), quelli ufficiali e definitivi verranno resi noti dal Consiglio costituzionale.

A mezzogiorno si registra un’affluenza record: 26,63% secondo i dati del ministero dell'Interno. Era stata del 25,90 alla stessa ora del primo turno. Era dal 1981 che non c'era un dato così elevato. 

Nelle ultime dichiarazioni di ieri, Marine Le Pen è tornata all'attacco sull'Ucraina, ricordando che con Jordan Bardella i rapporti con Kiev muteranno e in particolare sarà impedito a Kiev di usare le armi fornite dalla Francia per attaccare il territorio russo.

Per uscire dall'impasse che deriverà dai risultati delle urne e dai tre blocchi contrapposti (Le Pen e Bardella, Macron e il premier Attal, Nouveau Front Populaire di Mélenchon e Glucksmann), si pensa già a una larga coalizione, magari guidata da una personalità al di sopra della mischia ed estesa dai Républicains ai comunisti. E di un "controblocco" con le estreme di Le Pen e di Jean-Luc Mélenchon a rappresentare le opposizioni.

Emmanuel Macron, all'origine di questa inedita situazione in Francia con la sua decisione di sciogliere il Parlamento dopo la sconfitta alle europee, è già al lavoro. Il suo piano, la cui riuscita è tutta da dimostrare, è trasformarsi da capo della maggioranza in ago della bilancia di una grande coalizione di moderati di tutte le tendenze che terrebbe in piedi un "governo di unione nazionale".

Intanto, dopo qualche indecisione, la posizione di Bardella è tornata quella del rifiuto di ricoprire il ruolo di premier se non avrà la maggioranza assoluta.

(Unioneonline)

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